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rassegna stampa calabrese
Fonte: La Riviera on-line
Data: 08/01/2007
Autore: Redazione
La Riviera on-line
Reggio Calabria: Perchè dare ragione al Sen. Fuda
Provincia: Reggio Calabria
Comune: Reggio Calabria
Argomento: Politica
Reggio Calabria: Perchè dare ragione al Sen. Fuda

L’editorialista del Corriere della Sera Piero Ostellino così come il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella ed il celebre critico, Vittorio Sgarbi, hanno voluto difendere a spada tratta il senatore Pietro Fuda, autore del c.d “comma della discordia” il numero 1346 del maxiemendamento alla Finanziaria, che taluni, nelle scorse settimane, hanno inteso qualificare come “norma ingiusta”, “pasticcio da rimediare”, inammissibile “colpo di spugna”, legge “ad personam” e così via. Anche noi ci sentiamo di difendere il senatore Pietro Fuda. Il giornalista Ostellino, nella sua famosa rubrica “Diritto e Rovescio” sul Corsera ricorda che: “1) nel 1996 il Parlamento aveva varato una legge che fissava a cinque anni la prescrizione del cosiddetto danno erariale; 2) la Corte dei conti interpreta la norma nel senso che il termine di prescrizione decorra non dal giorno in cui il fatto dannoso è commesso, ma da quando si concretizza il danno; 3) la Corte ritiene, pertanto, che la prescrizione di cinque anni non riguardi il suo operato; 4) essa, perciò, potrebbe aprire una procedura per danno erariale anche dopo un numero imprecisato di anni; 5) molti dirigenti della Pubblica amministrazione, per scaricarsi delle responsabilità, vedono danno erariale dappertutto; 6) lo “scandaloso” comma 1346 prevedeva che la Corte dei conti dovesse esercitare la sua attività nei cinque anni decorrenti dalla data in cui il fatto è stato compiuto”. Per Ostellino anche i giornalisti, compreso lui stesso, non hanno fatto bene il loro mestiere. Forse, prima dello scandalo- dice Ostellino- avremmo dovuto chiederci se l’Italia sia il Paese del Diritto o non piuttosto quello del Rovescio. Della confusione, invece che della chiarezza. Cioè del moralismo degli immorali”. “Tali assunti- ci ha fatto notare il Senatore Fuda- sono spesso originati da cattiva informazione”. Basta esaminare completamente la natura e la portata dell’emendamento (anche per gli effetti) per dimostrare che non solo le ipotesi enunciate non coincidono con la fattispecie reale, ma che si trattava di un intervento di carattere sostanzialmente interpretativo, finalizzato a conseguire un effetto di giustizia sostanziale (rispettando la Costituzione) senza nessun effetto limitativo o estintivo di responsabilità, specie nei settori cui si fa riferimento e che sono all’attenzione della pubblica opinione. Chi muove queste critiche omette o fa finta di non capire la situazione di fatto nonchè la ratio e la natura della norma: infatti in tema di prescrizione dell’azione di responsabilità amministrativa, il punto fermo è costituito , come dicevamo, dal termine quinquennale di detta azione, stabilito dall’art.1 della legge n.20/94 con la specifica secondo cui “ la dizione si è verificato il fatto dannoso” è sostituita dalla seguente: “è stata realizzata la condotta produttiva di danno”. In tal modo viene solo precisato che il termine prescrizionale è ancorato al momento della commissione dell’illecito da cui discende la responsabilità, in conformità, peraltro non ad una considerazione singolare ed inconsueta, ma ad un principio generale secondo cui la prescrizione deve necessariamente decorrere dal momento in cui il danno erariale è stato provocato dalla condotta umana, essendo l’illecito incentrato sulla condotta (in applicazione alla dizione dell’art.28 della Costituzione secondo cui i funzionari e dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono responsabili “degli atti compiuti” in violazione di diritto (dal che discende la rilevanza costituzionale, ai fini risarcitori, degli “atti” compiuti e non certo degli eventi conseguenti). Segue da ciò che il pr