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rassegna stampa calabrese
Fonte: La Provincia Cosentina
Data: 09/01/2007
Autore: Marco Lefosse
La Provincia Cosentina
Rossano: Fondaco, un monumento da rivalutare
Provincia: Cosenza
Comune: Rossano
Argomento: Cronaca
Rossano: Fondaco, un monumento da rivalutare

Progetti futuri di altro tipo, come villaggi turistici e strutture alberghiere potrebbero cancellare definitivamente le ultime tracce del Fondaco di Rossano, unico monumento civile rossanese. Urge un collettivo interesse per far riemergere le radici storiche di quello che, nei secoli, ha reso la nostra città centro di interessi politici, finanziari ed amministrativi. Le rovine della vasta ed antica struttura daziaria del Lido S.Angelo, oggi, rischiano di essere abominevolmente cancellate. La rivalutazione dei siti storici non avviene modificandone e valorizzandone esclusivamente i sostantivi; tramutando, ad esempio, la Torre in un Castello. L’inesistente sensibilità all’argomento dell’amministrazione comunale e della sovrintendenza ai beni culturali, purtroppo, potrebbe attirare gli interessi imprenditoriali. Data la zona marina, “strategica”, in cui sono posti i resti del Fondaco, infatti, non sarebbe impossibile pensare ad ipotetici villaggi turistici o strutture alberghiere. Questi spazzerebbero definitivamente dalla storia ciò che rimane dell’originario complesso doganale. Non bisogna, quindi, preservare esclusivamente la vocazione storicoreligiosa che il nostro territorio ebbe negli anni. Rossano e tutto il suo hinterland devono prendere coscienza e valorizzare le testimonianze della propria, vetusta e gloriosa, vita laica, commerciale e sociale. L’antico Fondaco e la Fortezza di S. Angelo furono, tra l’altro, fiore all’occhiello di sicurezza, architettonica ed abilità commerciale. Non fu un caso che, nel tempo, Rossano riuscì ad inglobare nel proprio tessuto cittadino una congrua colonia di abili mercanti ebrei, veneziani, fiorentini e genovesi. I rapporti economici e mercantili con le più fiorenti città marinare d’Italia furono sempre intensi. L’import-export del porto di lido S. Angelo rese la città jonica tra le più emancipate dell’intero meridione. Tutto ciò portò Rossano alla dominazione economico-politica-sociale di un vasto territorio che si estendeva dal fiume Sinni al fiume Neto, assorbendo, nel suo interno, il Pollino Centro-Orientale e tutta la Sila Reale. Lo storico rossanese Francesco Joele Pace, principale studioso della vita del Fondaco di Rossano, afferma che «la stessa monarchia normanno-sveva, succeduta alla dominazione bizantina, preferì non modificare l’eccellente e strategico assetto territoriale consolidatosi nei secoli». L’esigenza di mantenere una flotta navale consistente ed efficace, inoltre, aveva creato, durante il regno di Ruggero II, la base amministrativa del patrimonio Silano da cui la marina traeva la materia prima per i propri cantieri. Una sorta di piccolo Stato completamente autosostenuto. Il versante jonico rossanese fu, dunque, il più idoneo ad espletare la funzione di Emporio commerciale dell’intera Sibaritide. Nessun’altra città della costa settentrionale aveva una fortezza a così breve distanza dal mare che potesse, al pari di Rossano, accogliere un consistente numero di armati a salvaguardia dell’impianto daziario. Esisteva, ed in qualche tratto esiste ancora, una via commerciale che collegava il mare alla montagna e che attraversava il cuore della città. Essa si estendeva lungo il letto del fiume Citrea, morfologicamente protetto da qualsiasi incursione nemica. La stessa strada provinciale, che da Rossano centro porta in Sila, costruita nella prima metà del ‘900, ne ricalca gli antichi tracciati mulattieri. Appare chiaro, da questo quadro economico-commerciale che il Fondaco di S. Angelo, attualmente snobbato e dimenticato da molti, ebbe nel corso dei secoli una valenza rilevante nell’economia dell’intera provincia.