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rassegna stampa calabrese
Fonte: Giornale di Calabria
Data: 21/09/2007
Autore: Redazione
Giornale di Calabria
Lamezia Terme: C’è una Calabria che sa farsi valere
Provincia: Catanzaro
Comune: Lamezia Terme
Argomento: Cronaca
Lamezia Terme: C’è una Calabria che sa farsi valere

Il 70% di crescita nel guadagno ed il raddoppio del personale in due anni. Questo il bilancio della “Mangimi Sila”, un’azienda con sede a Lamezia Terme che produce mangime per la zootecnia e serve l’intero bacino calabrese. La particolarità di questa società è che, dopo tre anni di chiusura, nell’ottobre 2005, gli otto dipendenti rimasti e messi in mobilità decisero di rilevare la loro ex azienda costituendo, dapprima una cooperativa e poi una società alla cui presidenza venne chiamato uno di loro, Giancarlo De Leo. Da allora, per l’azienda è stato un crescendo fino a raggiungere il 70% in più di guadagno ed avere quattordici persone alle proprie dipendenze di cui quasi il 90% socio. Risultati che, però, due anni fa non erano stati dati per scontati. “Nell’immediatezza - dichiara De Leo - abbiamo avuto difficoltà ad accreditarci sia con i fornitori che con il sistema bancario. Nessuno credeva che questa iniziativa potesse andare lontano. È stato difficile anche riprendere, dopo tre anni di inattività della vecchia azienda, i rapporti con i fornitori e con i clienti”. Nonostante questo, però, la caparbietà degli ex dipendenti diventati anche azionisti della società, li ha portati a raggiungere un buon risultato che li fa ben sperare, “non per il nostro futuro - aggiunge De Leo - ma soprattutto per quello dei nostri figli. Attualmente, ci sono anche figli o nipoti di dipendenti che lavorano con noi. Sappiamo che i sacrifici effettuati ci hanno permesso di fare in modo che i nostri figli non siano costretti a partire per trovare lavoro. È questo il nostro sogno, non cerchiamo ricchezza ma solo vivere dignitosamente e fare in modo che anche i nostri figli possano farlo”. Attorno alla “Mangimi Sila” ruota non solo un indotto di circa otto società di trasporti che provvedono alla distribuzione del prodotto nell’intera regione, ma anche un indotto di servizi vari come, ad esempio, tipografia, aziende per le riparazioni elettriche e meccaniche, società di servizi per la vigilanza ed altro. “Sono tutte società - prosegue De Leo - calabresi. In questo senso abbiamo voluto fare una scelta ben precisa. La nostra regione offre molte potenzialità. Per questo abbiamo pensato, non solo di produrre per la Calabria, ma anche di acquistare in Calabria. I nostri fornitori sono tutti calabresi, come calabrese è tutto ciò che ruota attorno a noi. Un’azienda che vende sul territorio deve scambiare con il territorio”. Un esempio di attaccamento alla propria regione, sebbene martoriata, che dovrebbe essere una speranza per chi decide o ha deciso di rimanere in Calabria. Eppure, questi primi due anni non sono stati sempre costellati di positività. “Momenti bui ce ne sono stati - dichiara De Leo - ma noi abbiamo avuto la voglia di andare avanti. Soprattutto all’inizio non c’erano fondi. C’era molta difficoltà a reperire risorse, ma, a costo di fare grossi sacrifici con i nostri stipendi, siamo andati avanti. In questo aiutati dalle nostre famiglie che ci hanno sostenuto, anche quando ci siamo dovuti autotassare mensilmente. Sacrifici - aggiunge - che, in un certo senso, oggi, ci hanno premiato. L’azienda ha ripreso a camminare con un consolidato di attività sistematico per cui si riesce a far fronte a tutte le necessità, pur avendo bisogno di reperire fondi per eseguire, ad esempio, lavori di assestamento, di miglioramento della struttura ed innovazione nell’impiantistica. Non abbiamo altri fondi o sovvenzioni, se non quelli che guadagniamo”. In tutta questa vicenda, comunque, una sola amarezza. “Dopo l’inaugurazione - prosegue De Leo - siamo stati dimenticati, soprattutto dal mondo politico. Da allora, nonostante le belle parol