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rassegna stampa calabrese
Fonte: Il Crotonese
Data: 10/10/2007
Autore: Redazione
Il Crotonese
Crotone: Vallone reclami quei 14 milioni di euro
Provincia: Crotone
Comune: Crotone
Argomento: Amministrazione Comunale
Crotone: Vallone reclami quei 14 milioni di euro

Invece di affidare incarichi per la redazione di piani strategici che (il passato insegna) lasciano il tempo che trovano, l’amministrazione comunale farebbe bene a preoccuparsi di spendere i soldi che già ci sono. Come quelli dell’accordo di programma quadro ‘Difesa ambientale’, destinati al sito inquinato di interesse nazionale ‘Crotone-Cassano Cerchiara’. E’ vero: spetta all’Ufficio del commissario fare il primo passo verso la Regione, destinataria dei fondi Cipe per le aree sottoutilizzate; ma è altrettanto vero che gli interventi riguardano per la gran parte Crotone ed è quindi interesse della città farsi avanti prima che quel carrozzone dell’Ufficio del commissario faccia trascorrere altro tempo. Qualcuno faccia sentire la propria voce a Catanzaro Lido, insomma, altrimenti quei soldi potrebbero prendere altre vie.
Quelli di Cassano, al quale spettano oltre 4 milioni e mezzo di euro, hanno già fatto sentire più volte la loro voce a Catanzaro, dopo che è trascorso oltre un anno dalla firma dell’accordo di programma a Roma, successivamente ratificato con delibera di giunta regionale il 30 novembre dello stesso anno.
All’epoca, l’assessore regionale all’Ambiente, Diego Tommasi, aveva fatto capire, come al solito, che i soldi erano subito spendibili. In realtà, il via libera è arrivato solo il 29 maggio scorso, con la firma dello schema di convenzione che servirà a regolamentare i rapporti tra la Regione e gli enti attuatori dei singoli interventi.
L’accordo, 40 milioni di euro in tutto, prevede un investimento sostanzioso su Crotone: oltre 13.829.246 euro. Risorse che potrebbero servire in questo momento a coprire il vuoto creato nella bonifica industriale dalla rottura della trattativa tra l’Ufficio del commissario e la Fisia Italimpianti per la rimodulazione del contratto. “Si comunica che, essendo insorte difficoltà di natura giuridica e amministrativa riguardanti la Fisia Italimpianti spa - ha comunicato di recente il commissario Salvatore Montanaro alla Provincia - l’iter procedimentale tendente alla rinegoziazione del contratto è sospeso in attesa delle opportune determinazioni del competente Ministero”. Fatta salva la quota destinata alla bonifica dell’area della sibaritide inquinata dalle ferriti di zinco abbancate dall’ex Pertusola Sud, il resto delle risorse riguarda il disinquinamento dell’area archeologica sulla statale 106 e la caratterizazione e bonifica della discarica comunale dismessa di Farina. Alla prima sono destinati oltre 6.964.446 euro, alla seconda 2.354.000. Nel primo caso si tratta di avviare direttamente la bonifica con il sistema della fitorimediazione: l’intervento è stato approvato oltre due anni fa in sede di conferenza di servizi a Roma, dopo che il Comune aveva provveduto a caratterizzare l’area con i fondi del programma ‘Urban 2’. Per quanto riguarda la discarica, bisogna invece ancora caratterizzare (sono trascorsi oltre tre anni dall’approvazione del progetto di monitoraggio redatto dal Comune e poi fatto proprio dall’Ufficio del commissario) quindi procedere alla bonifica; l’accordo di programma quadro ha previsto 354.000 euro per la caratterizazione e 2.000.000 per la bonifica.
Che aspetta il Comune a bussare alla porta dell’Ufficio del commissario? E non tanto per l’area archeologica che, a parte le pecore intente al pascolo, non presenta elementi di particolare pericolo. Quanto per la discarica di Farina, una sorta di polveriera che ogni tanto sbotta lasciando intravedere dalla cresta pennacchi di fumo, segno di un’attività di autocombustione che avviene all’interno, mentre continua a sversare percolato nel vicino torrente Esposito e, attraverso il fiume E