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rassegna stampa calabrese
Fonte: Giornale di Calabria
Data: 18/10/2007
Autore: Redazione
Giornale di Calabria
Catanzaro: Bruno Piccolo si è suicidato
Provincia: Catanzaro
Comune: Catanzaro
Argomento: Cronaca
Catanzaro: Bruno Piccolo si è suicidato

L’autopsia effettuata sul corpo di Bruno Piccolo ha confermato l’ipotesi di suicidio. L’esame è stato effettuato all’obitorio dell’ospedale di Chieti dall’anatomopatologo Cristian D’Ovidio. Il collaboratore di giustizia, teste chiave nel processo Fortugno, è morto impiccato lunedì in un’abitazione di Francavilla al Mare (Chieti) dove viveva sotto protezione da più di un anno. Negli ultimi tempi sembra soffrisse di una grave depressione alla quale non sarebbe estraneo un rapporto, non ricambiato, con una donna romena. La salma è stata messa a disposizione dei familiari che la riporteranno a Locri. Martedì, intanto, in Procura a Chieti c’è stato un vertice tra il procuratore capo Ermanno Venanzi ed un magistrato della Dia di Roma, Alberto Cisterna. “Non lasceremo nulla di intentato”. Sono queste le uniche parole pronunciate al termine del “summit”. Intanto si svolgeranno oggi alle 16, a Locri, i funerali di Bruno Piccolo. “Per i collaboratori di giustizia, ed ancor più per i testimoni di giustizia, lo Stato e la società civile dispongano ad applichino percorsi personalizzati, con l’uso sapiente di psicologi, con i familiari più vicini, con una residenza in località non troppo distanti dalla famiglia. Perché è il legame con la famiglia, nelle realtà del Sud, che sostiene e fa da pilastro nelle fatiche della vita”. A chiederlo, con un comunicato stampa, è il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giancarlo Maria Bregantini, che ha sottoscritto il documento insieme con la Comunità diocesana dopo il suicidio di Bruno Piccolo, il testimone di giustizia impiccatosi nella dimora, fino a martedì segreta, di Francavilla al Mare, in Abruzzo, dove viveva sotto protezione. Le dichiarazioni di Piccolo erano state determinanti ai fini delle indagini sul delitto del vice presidente del Consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno. “In questo momento di dolore e di angoscia - esordisce il presule - siamo vicini, con rispetto e solidale attenzione, alla famiglia di Bruno Piccolo, così tristemente provata dal suo suicidio. Già si trovava nella sofferenza, ora questa tragedia la lascia in una disperazione più rinnovata”. Bregantini si chiede “Come uscire” da questa grave situazione che si è venuta a creare. “Prima di tutto - risponde - attraverso un’analisi leale del fatto. Crediamo, infatti, che questo suicidio sia sgorgato da una deformazione culturale devastante. Qualcuno ancora ci fa credere che in queste nostre terre, collaborare con la giustizia, riferendo particolari, circostanze, luoghi, fatti e nomi precisi su delitti gravi, debba essere visto coma una debolezza, una cosa da non fare. Una “infamità”, come tristemente viene definita, ancora oggi, tale scelta culturale. Va, invece, rivalutato questo gesto di civile dignità”. La nota stampa fa riferimento all’ambiente in cui certe situazioni maturano, come quello della Locride, terra in cui, scrive mons. Bregantini, “riferire di nomi e di volti, è un gesto che va controcorrente, che sa di eroismo, e perciò di esempio. Certo, ognuno di noi, nella vita, ha i propri limiti e peccati. Tutto questo, però, non deve fermare il cammino di impegno per il bene comune nella società”. Amara la critica e l’autocritica che il presule fa dal momento che, si legge nel documento, “in questo contesto, la città di Locri, la stessa Chiesa, non hanno saputo valorizzare, capire e, quindi, sostenere, quel cuore ferito. Bruno, allora, è rimasto solo, isolato. Perdente. Come la mafia lo ha volutamente fatto definire”. “A noi, per restituirlo alla società, resta un solo gesto: collocarlo tra i “vincent