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Fonte: DNA - Daily News Agency
Data: 22/10/2007
Autore: Redazione
DNA - Daily News Agency
Codice della Strada, Comune di Roma condannato a Catanzaro
Provincia: Catanzaro
Comune: Catanzaro
Argomento: Cronaca
Codice della Strada, Comune di Roma condannato a Catanzaro

Mentre è notizia di questi giorni che il Comune di Roma sta correndo ai ripari per il fenomeno delle “multe pazze” riscosse ai cittadini, anche se in molti casi già scadute o pagate, il Comune Capitolino subisce una condanna dal Giudice di Pace di Catanzaro proprio in tema di contravvenzioni e, in particolare, di decurtazione dei punti dalla patente di guida.
La vicenda, comune a molti automobilisti, ha origine appunto nel Capoluogo di regione quando una signora catanzarese riceve nel dicembre del 2006 un verbale dalla Polizia municipale di Roma che la condannava ad una sanzione e alla decurtazione di sei punti delle patente, per non aver comunicato le generalità di chi guidava la sua auto, multata proprio tra le vie di Roma nel marzo del 2006 e quindi nove mesi prima. In effetti la signora catanzarese, ricevuta la contravvenzione a giugno e nonostante avesse subito fatto ricorso al Prefetto di Roma, aveva comunque risposto nei tempi alla Polizia municipale dichiarando di non ricordare chi fosse alla guida della sua auto, in quel giorno specifico della multa, in virtù del fatto che era passato diverso tempo e l’auto di famiglia veniva regolarmente usata dai figli e dal coniuge per motivi di studio e lavoro anche nella Capitale.
Opposto, quindi, il verbale del Comune di Roma dinanzi al giudice di Pace catanzarese, e difesa dall’avvocato Rossana Greco del foro di Catanzaro, la signora faceva notare che non meritava di subire anche la decurtazione dei punti della patente perché, in effetti, aveva risposto nei termini alla Polizia municipale anche se dichiarando di non ricordare chi fosse alla guida.
Nel corso del processo, il Comune di Roma faceva notare che il ricorso al giudice di Pace doveva essere presentato nella Capitale in quanto la multa si riferiva ad un fatto commesso tra le vie capitoline.
L’avvocato Greco, invece, faceva notare che il fatto di cui si dibatteva, ossia la sanzione relativa alla mancata comunicazione delle generalità di chi guidava l’auto al momento della multa, era stato compiuto a Catanzaro. Il giudice di Pace, nella sentenza depositata nei giorni scorsi, ha infatti dato ragione alle tesi dell’avvocato Greco, riconoscendo la competenza territoriale di Catanzaro La sentenza di condanna nei confronti del Comune di Roma, inoltre, ribadisce un punto molto importante a tutela dei cittadini automobilisti, ossia che, in base ad una sentenza della Corte Costituzionale, “l’art. 126-bis, comma 2, del codice della strada, nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all’Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l’infrazione alle regole della circolazione stradale, deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo”. Il Giudice di pace di Catanzaro, in sostanza, sulla base di questo ragionamento giuridico afferma che “l’obbligo della comunicazione delle generalità spetta esclusivamente alla persona giuridica e non alla persona fisica, come è avvenuto nel caso di specie”. In poche parole, i semplici cittadini non possono essere “costretti” a denunciare se stessi o parenti ed amici solo perché non ricordano chi guidava la propria auto; altro discorso, invece, è per gli enti o le persone giuridiche in genere (società, associazioni etc.) che, avendo un proprio registro di carico e scarico di chi guida l’auto dell’ente, non possono “dimenticare” chi era alla guida in quel dato giorno.