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rassegna stampa calabrese
Fonte: La Provincia Cosentina
Data: 22/10/2007
Autore: Eva A. Provenzano
La Provincia Cosentina
Cosenza: Numero chiuso
Provincia: Cosenza
Comune: Cosenza
Argomento: Università
Cosenza: Numero chiuso

Università e numero chiuso. Sull’argomento interviene la Federazione dei giovani socialisti di Cosenza-coordinamento universitario. Una riflessione sul ruolo della rappresentanza studentesca, sul ruolo centrale nelle università degli studenti che «devono chiedere ai loro rappresentanti il conto delle attività svolte a loro favore». «Assistiamo inermi al numero chiuso - scrivono dal coordinamento universitario di Fgs - presente alla Facoltà di Ingegneria e molti corsi di laurea specialistica. Come se non bastasse alcuni studenti della Siss saranno costretti a sostenere un nuovo esame per recuperare i crediti necessari all’iscrizione, alcune lauree infatti per come sono concepite, non consentono di avere i crediti necessari per l’accesso alla Siss». Fgs sostiene che per concepire il numero chiuso bisogna contestualizzarlo in un’epoca caratterizzata dal “capitalismo ipertecnologico e globalizzato che costringe le università a diventare competitive come le altre agenzie». «Anche all’Unical irrompe la logica d’impresa e l’abbassamento dei costi attraverso l’eliminazione di ogni eccedenza non giustificata da rigide ragioni produttive», scrive Fgs. «Il numero chiuso - sottolinea il coordinamento universitario dei giovani socialisti - è uno strumento per aumentare il numero dei laureati diminuendo il numero complessivo d’iscritti, per selezionare la massa di giovani in grado di laurearsi nel minore tempo possibile, mentre il reclutamento del personale da situare nelle stanze reali del potere viene destinata a soggetti e percorsi di formazione extrauniversitaria ». E’ così che - secondo il coordinamento universitario di Fgs - «l’Università è diventata un’impresa, la cultura una merce, gli studenti, utenti. E’ quello che sta accadendo negli atenei italiani e da qualche anno anche a Cosenza, dove crediamo sia necessario un nuovo protagonismo degli studenti e dei giovani, che devono riappropriarsi sempre più della politica e dell’importanza delle sue funzioni”.