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rassegna stampa calabrese
Fonte: Il Crotonese
Data: 22/10/2007
Autore: Redazione
Il Crotonese
Crotone: Le vie del mare sempre più prioritarie
Provincia: Crotone
Comune: Crotone
Argomento: Cronaca
Crotone: Le vie del mare sempre più prioritarie

Ora che il Comune capoluogo, scavalcando la Provincia, ha messo a disposizione dell’Autorità portuale la sede, dopo che era stata istituita la commissione ristretta per Crotone e Corigliano, è auspicabile che quest’ultima incominci ad occuparsi seriamente delle problematiche del porto. Certo non sarà facile, fino a quando la commissione sarà “allargata” a soggetti che non ne fanno parte, perseguendo l’antico vezzo di “mandare” in commissione chi è a portata di mano e non solo chi ha potere decisionale, ma è bene che si rispettino le regole per non inficiare le riunioni e, soprattutto, per non perdere tempo.
Il fattore tempo, infatti, nell’intera vicenda è tutt’altro che secondario, dal momento che alla data odierna non c’è traccia del benché minimo studio sulla destinazione delle banchine, se si vuole, del piano regolatore portuale, alla luce del completamento della banchina di Spiaggia delle Forche e dei cinquantamila metri quadrati di piazzali che non possono essere assegnati a chiunque e faccia richiesta, perpetuando la pratica dello “spezzatino”, e non prevederne un utilizzo ragionato. Nel recente passato è successo di tutto e di più, così come avveniva negli anni scorsi con l’autorità marittima. Occorre che, da subito, la Commissione si ponga al lavoro per stabilire le diverse funzioni di questa importante infrastruttura, che non può restare al palo, ma deve tornare ad essere la porta d’ingresso dello sviluppo economico della città e del territorio.
È necessario che ci si ricordi che per il porto c’era stato il finanziamento per un progetto di fattibilità di una società di trasformazione urbana (Stu) del quale si sono perse le tracce, mentre il trasporto, di uomini e merci, via mare cresce nel Mediterraneo in maniera esponenziale, e la via del mare lungo le coste del Bel Paese diventa sempre più una priorità. L’adesione all’Autorità portuale di Gioia Tauro (più corretto della Calabria) non aveva come fine la distribuzione di incarichi, retribuiti o meno poco importa, ma la prospettiva di far entrare lo scalo marittimo crotonese, dopo la fine dell’era industriale, nel circuito dei traffici marittimi, con annessi e connessi, come sta avvenendo, sia pure con qualche ritardo, a Gioia Tauro dove non si parla più esclusivamente di transhipment, ma di piattaforma logistica con alcune lavorazioni sul posto.
I primi passi della commissione non sono stati adeguati, ma proprio perché si è all’inizio del cammino di rilancio del porto, è necessario correggere gli errori e ripartire con il piede giusto, anche rivedendo le concessioni in essere e “collocandole” all’interno di un più ampio disegno strategico.
Il porto deve e può funzionare al meglio, anche in attesa della bonifica, ma perché ciò avvenga occorre che la Commissione operi per attrarre traffici, a Crotone come a Corigliano, evitando inutili doppioni e dannose iniziative concorrenziali. Le condizioni ci sono tutte perché sulla costa ionica si sviluppino le due realtà portuali, incrementando i traffici, anche come sfogo del grande hub di Gioia Tauro. Finora la Commissione nella quale sono presenti i rappresentati delle rispettive Province, Comuni e Camera di commercio, oltre a due operatori privati, non è riuscita ad occuparsi delle cose che si possono fare e subito, costretti dalla parte pubblica a discutere del “sesso degli angeli”, come sempre accade quando c’è di mezzo la politica, quella con la p minuscola.