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rassegna stampa calabrese
Fonte: La Provincia Cosentina
Data: 29/10/2007
Autore: Redazione
La Provincia Cosentina
Cosenza: L´ultimatum del sindaco Perugini
Provincia: Cosenza
Comune: Cosenza
Argomento: Politica
Cosenza: L´ultimatum del sindaco Perugini

Mi dimetto, anzi no; in consiglio, forse. Clamoroso, il sindaco Perugini, minaccia le dimissioni. Esce sbattendo, forte, la porta dalla riunione di Maggioranza che doveva precedere il Consiglio comunale di stamattina. Consiglio che finalmente avrebbe dovuto dare il Presidente del Consiglio alla città e, in seconda battuta, eleggere il collegio dei Revisori (anche questa una rogna di non poco vista la bocciatura del Bilancio della Corte dei Conti). C’è già una novità: Perugini esce fuori dai gangheri. Il sindaco dell’eterno aplomb, se ne esce con una presa di posizione apparentemente dura contro quelle che eufemisticamente, diciamo così, sono delle turbolenze che dal giorno delle dimissioni a Presidente del Consiglio, Franco Sammarco, non hanno smesso d’infastidire l’inetta “normalità” che vorrebbe caratteristica fondamentale dell’Amministrazione. Quindi il rinvio (d’accordo anche Sammarco), “per motivi politici”. Ma a questo punto i consiglieri ex o super Mastelliani, Spadafora, Savastano e Bartolomeno mettono i piedi nel piatto e si dichiarano fortemente contrari al rinvio. Loro, il candidato ce l’hanno già, Roberto Sacco. A questo punto, Perugini spiazzando(?) un po’ tutti, prende atto della “scollatura” all’interno della sua maggioranza e si dimette. Anzi, rimanda tutto ad una verifica odierna, in consiglio. Un obiettivo, però, il primo cittadino l’ha già raggiunto. Oggi di certo in consiglio, l’elezione del Presidente del Consiglio passerà in subordine. Un sindaco umiliato. Da una città che gli ha dato credito e che ora non lo ama più. Da un Pd che si scanna sul Presidente del Consiglio. Umiliato continuamente da Quello d’oltre Campagnano. Che si fa mettere in terza fila nelle liste per le primarie. Che, sindaco di Cosenza, viene estromesso dal Consiglio Nazionale del Pd, scavalcato dalla Covello e da Naccari Carlizzi. La minaccia del “tutti a casa”, è probabile che sia molto convincente per ridurre a più miti consigli i larupiani. Si vivacchia, come fin’ora s’è fatto del resto. Vedremo oggi se le dimissioni di Perugini sono un segno d’autonomia o la disperazione di un gesto di sopravvivenza.