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rassegna stampa calabrese
Fonte: La Riviera on-line
Data: 29/10/2007
Autore: Francesco Barbaro
La Riviera on-line
Roma Film Fest: una nuova Calabria
Provincia: Reggio Calabria
Comune: Reggio Calabria
Argomento: Eventi
Roma Film Fest: una nuova Calabria

Sapore di mare, sapore di sud, ma anche sagre, sorrisi e bande nell’ultimo film del regista calabrese Mimmo Calopresti presentato ieri sera al Film Fest di Roma. Una Calabria positiva nella sua originalità: “L’abbuffata” la pellicola del regista di Polistena alza la voce alle Veltroniadi.
Una critica a una grande fetta del cinema attuale e alla televisione, proiettata ieri in prima visione e serata nella capitale.
La calabria finita “l’abbuffata” di turisti è veramente “fuori concorso” col suo autunno: bellissima, caldissima, dai mille volti, dalle innumerevoli immagini sempre disuguali.
Una calabria diversa dentro un cinema diverso. Una Calabria che ama e vuole essere amata. che non centra nulla con il reality show più finto degli ultimi anni: quello dei ragazzi di Locri. Qui Aldo Pecora non avrebbe superato il provino. Qui si vuole andare avanti e non rimanere agganciati all’anno zero.
Sotto la metafora artistica e cinematografica lo zoccolo più duro del film è il suo messaggio riguardante il sud, i suoi giovani, il loro futuro e le loro speranze. La vita più che il cinema; l’essere normale e giocarsela con gli altri più che il vittimismo e l’uso di inflazionati specchietti per l’allodole. Basta col nascondersi dietro al dito.
Il ragazzo di Calabria per Calopresti non è Figlio di un Dio minore.
La voglia di vincere, di rompere la chiusura, di aprirsi all’esperienza. I ragazzi del sud sono una risorsa per il paese al pari degli altri ragazzi italiani: ottimismo, quindi, per il futuro di una terra che ha sofferto in prima linea i suoi difetti. E’ questa la parola d’ordine.
In questo contesto, Lele Nucera, l’attore sidernese protagonista del film è stato convincente. E’ quello che più di tutti ha ben indossato questa calabresità diversa: la voglia di sacrificio unita a quel minimo di ambizione che ti permette di farcela. Ecco il messaggio principale del film.
Sacrificarsi, resistere e crederci sognando. E’ questa la sua colonna portante. A quella sonora ci ha pensato un ‘altro calabrese: Sergio Cammariere. E la scelta è stata azzeccata. Il cantautore di Crotone conosce benissimo le melodie di un mare che non ha mai venduto la sua anima a nessuno.
Raoul Bova, dallo sport al cinema, Marco Leonardi reinterpreta il genio del calcio, Lele Nucera invece solo cinema, cinema e ancora cinema. Da sempre, un obiettivo preciso, una fissazione nella testa, un chiodo fisso. Ce l’ha quasi fatta. Per lui, per noi e per tutti i ragazzi di “Calabria” a cui la “pasta e fagioli piace senza la pasta”, per assaporare tutto il gusto delle cose, del grande tappeto rosso che ieri sera Lele ha calpestato con le sue scarpe da talento terronico. Caparbietà da adolescente che se ben guidata sboccierà in una prospettiva da Leone D’oro o quant’altro.
Ma per ora stiamo con i piedi per terra, e possibilmente su quel tappeto rosso srotolato sull’asfalto di Roma. Ecco senza retorica cosa è il lavoro, l’impresa e la fatica della volontà di farcela. Ecco la Calabria di Calopresti, di Lele Nucera, di Sergio Cammariere del cinema e dell’arte.
Il 16 Novemnbre la prima nazionale con una certezza: la Calabria indosserà gli abiti della diva, non quelli della vittima e soprattutto nemmeno quelli del mostro.