quiSpot:
rassegna stampa calabrese
Fonte: Giornale di Calabria
Data: 09/11/2007
Autore: Redazione
Giornale di Calabria
In Calabria è pericolo alluvioni
Provincia: Reggio Calabria
Comune: Reggio Calabria
Argomento: Meteo
In Calabria è pericolo alluvioni

“Tra i comuni della Calabria, tutti classificati ad alto pericolo di alluvioni e frane, il 94% ha abitazioni in aree a rischio idrogeologico e il 45% presenta in tali aree addirittura interi quartieri”. È quanto emerge dai risultati di Ecosistema rischio 2007, presentati a Reggio Calabria da Legambiente e dal dipartimento della Protezione civile, nel corso di una conferenza stampa per illustrare “Operazione fiumi”.. “Nell’86% dei comuni intervistati - è detto in un comunicato - sono presenti in aree soggette a rischio insediamenti industriali, che comportano in caso di esondazione, oltre al rischio per le vite dei dipendenti, anche la possibilità di sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni, come l’alluvione di Vibo Marina del luglio 2006 ha largamente dimostrato. Nonostante il territorio si dimostri così fragile soltanto il 16% delle amministrazioni ha avviato interventi di delocalizzazione delle abitazioni dalle zone soggette a maggior pericolo, e appena il 2% si è attivato per delocalizzare fabbriche e insediamenti industriali. Il 59% dei comuni non svolge una manutenzione ordinaria dei fiumi, dei torrenti, delle fiumare e delle opere di difesa idraulica. Carente la situazione anche per quanto riguarda l’organizzazione locale di protezione civile per rispondere all’emergenza in corso. Solo il 53% dei comuni si è dotato di un piano d’emergenza e appena il 24% lo ha aggiornato negli ultimi due anni. Complessivamente solo l’8% delle amministrazioni comunali svolge un positivo lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico. “Alla conferenza stampa - aggiunge - sono intervenuti Paola Tartabini, portavoce nazionale di “Operazione Fiumi”, Nino Morabito, presidente di Legambiente Calabria, Nuccio Barillà, del direttivo nazionale di Legambiente, e Giuseppe Bombino, dell’Università di Reggio Calabria. Con “Ecosistema rischio”, prosegua la nota - Legambiente ha concentrato l’attività di monitoraggio proprio sui 409 comuni calabresi classificati a rischio da ministero dell’Ambiente e Upi nel 2003, per verificare cosa facciano realmente le amministrazioni per prevenire il pericolo a cui sono esposti territorio e cittadini. “In Calabria - ha dichiarato Tartabini - il rischio idrogeologico è sempre più elevato e le amministrazioni comunali sono molto in ritardo negli interventi di prevenzione e mitigazione del rischio. Non vengono avviati, se non in pochissimi casi, delocalizzazione delle strutture dalle zone esposte a maggiore pericolo e troppo spesso i fiumi e le fiumare sono abbandonati all’incuria e al degrado e trasformati in discariche a cielo aperto. Soprattutto appare molto grave il ritardo nell’organizzazione locale di protezione civile. I piani d’emergenza che permettono alla popolazione di sapere cosa fare e dove andare in caso di pericolo e di organizzare soccorsi tempestivi sono pochi e troppo spesso datati. Una situazione evidentemente pesante e per la quale non vediamo segnali significativi di recupero”. “Nessun comune in Calabria - prosegue il comunicato - raggiunge quest’anno un voto di eccellenza per l’opera di mitigazione del rischio. Il miglior punteggio è assegnato al comune di Olivadi (Catanzaro), che raggiunge la classe di merito buono. Maglia nera, invece, al comune di Spezzano Albanese (Cosenza) che, pur avendo interi quartieri e insediamenti industriali in zone a rischio, non ha realizzato alcun intervento volto alla mitigazione del rischio”. “La nostra regione - ha dichiarato Morabito - sconta una pesante eredità e malgrado ciò continuiamo ad assistere a pratiche illegali a danno dei fiumi e alla costruzione di nuove strutture nelle aree di espansione naturale dei corsi d’acqua. La situazione è resa ogni anno pi&