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rassegna stampa calabrese
Fonte: La Provincia Cosentina
Data: 14/11/2007
Autore: Nicola Masini
La Provincia Cosentina
Svi Calabria baraccone dei famosi
Provincia: Cosenza
Comune: Cosenza
Argomento: Cronaca
Svi Calabria baraccone dei famosi

Il tormentone di Sviluppo Italia Calabria continua a tenere banco. Quando si scriverà la parola fine a questo disastro faraonico? Tranquilli, ormai è iniziato il conto alla rovescia! I giochi sono fatti. Svi Calabria è in liquidazione, sta per chiudere. E sta per aprirsi un piccolissimo spiraglio del vaso di “pandora” che ha fatto uscire tutti i mali e tutte le cattive coscienze della nostra regione. E’ arrivato il momento di fare un bilancio, di disegnare un quadro esatto della situazione. Con una premessa. Il fallimento di questa realtà aziendale non si può addossare solo ed esclusivamente ai “tribuni” politici. C’è stato piuttosto un concorso di colpa, cui tutti hanno partecipato. Svi Calabria, quindi, ha avuto il merito di mettere a nudo l’abbuffata pantagruelica portata avanti da una parte della magistratura, da una parte dei sindacati, da alcuni professionisti, da giornalisti, dalle forze dell’ordine, coadiuvati da una pattuglia ben nutrita di dirigenti regionali. Già, proprio loro. I veri detentori del potere politico. I consiglieri, i politici di turno passano, ma loro, i dirigenti, rimangono lì, immobili a muovere i fili della macchina burocratica. Sono loro i “corsari neri” che scandiscono i tempi ed i modi del teatrino regionale. Intrepidi ed inossidabili personaggi, esperti nell’interpretare le leggi, sono loro che hanno contribuito nel tempo a danneggiare in maniera irreparabile l’economia calabrese. Chi ha partecipato al banchetto “luculliano” di Svi perché non va via, perché non si dimette? O meglio perché non attuare una legge che prevede il licenziamento immediato per i dirigenti regionali implicati nella malagestione di Svi e che hanno pensato e pensano solamente a rincorrere il proprio tornaconto personale? Cari calabresi, vi immaginate quali pressioni ha dovuto sopportare chi ha gestito Svi? Quante richieste ha dovuto accontentare? Un’enormità, anzi un fiume infinito. Anche il più grande manager d’Italia avrebbe inesorabilmente fallito! Chi doveva controllare e vigilare è stato co-protagonista della malagestione. Naturalmente i sindacati erano all’estero, ignari di tutto quello che stava avvenendo. Adesso cosa bisogna fare? Fare uno sciopero contro i sindacati? Cambiare i sindacalisti o procedere a uno scambio; quelli del Nord al Sud e viceversa? Chissà se i “nordisti” sarebbero stati zitti di fronte alla vergogna di un carrozzone mangiasoldi e mangia speranze? Forse i sindacalisti nordisti avrebbero denunciato da subito i continui e ripetuti assalti, non solo al baraccone di Svi, ma anche in tutti gli altri Enti. I “nordisti” sarebbero stati vicini ai lavoratori, non solo a quelli tesserati. Avrebbero partecipato attivamente alla vita aziendale, fin dalla nascita. Per i “nordisti”, tutti, ma proprio tutti i lavoratori sarebbero stati uguali, senza nessuna corsia preferenziale. Invece da noi cosa è accaduto? Come al solito è tutta un’altra storia, è tutta un’altra cosa. Qui, in Calabria, i sindacati, purtroppo, sono a “comando”, cioè sono entità dai contorni non ancora ben definiti che fanno gli interessi ed intervengono esclusivamente per favorire solo una piccola parte di lavoratori: i famosi! Da noi funziona così. Il baraccone dei famosi. Con I sindacalisti schierati a favore dei potenti, dei figli di papà e, addirittura, delle assunzioni a tempo indeterminato a chiamata diretta. Una vergogna, Che i sindacalisti nordisti non avrebbero mai tollerato.