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rassegna stampa calabrese
Fonte: Il Crotonese
Data: 03/12/2007
Autore: Domenico Napolitano
Il Crotonese
Crotone: Un marchio per il futuro
Provincia: Crotone
Comune: Crotone
Argomento: Cronaca
Crotone: Un marchio per il futuro

Chi mai avrebbe potuto immaginare solo qualche anno fa che il mondo della scuola sarebbe diventato un affare di polizia, al punto da dedicare alle vicende di alcuni giovani scalmanati addirittura una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza? Eppure è accaduto. Mercoledì scorso, di fronte all’escalation deIla guerriglia combattuta a colpi di creolina,e non solo, il prefetto Melchiorre Fallica, ha convocato i vertici delle forze di polizia ed i rappresentati delle istituzioni locali per affrontare questo che sta diventando non solo un tormentone mediatico, ma anche e soprattutto il simbolo del fallimento di tutte le agenzie educative, dalla famiglia alla scuola ed oltre.
Ogni mattina è un bollettino di guerra: creolina ad una scuola media, gasolio in una scuola superiore, allagamento in un’altra e spargimento di schiuma antincendio in un’altra ancora. Totale: oltre 30 istituti colpiti da questa follia che cozza contro ogni logica, se non quella di creare le condizioni per disertare la scuola, cosa che si faceva sempre e comunque, ma che ora è diventato l’effetto e non la causa scatenante, con l’aggravante di creare danni alle già poco accoglienti scuole cittadine. Danni che non sempre possono essere riparati con tempestività e, soprattutto, danni educativi e formativi che saranno un “marchio” per questa generazione di studenti, la cui preparazione non potrà che essere lacunosa e, quindi, pagheranno il deficit nella vita lavorativa, quando fuori dalla scuola dovranno affrontare la competizione per un lavoro, per un impiego.
Certamente non può, tutto quello che sta accadendo, essere etichettato come follia collettiva, come un fatto improvviso, ma è solo l’epilogo di una escalation che affonda le sue radici negli anni passati, quando la cosiddetta “novembrite” è stata tollerata oltre ogni limite e decenza; quando i “ponti” tra una festività e l’altra sono stati sopportati senza che la istituzione scolastica intervenisse mai, tanto meno in maniera drastica per evitare la deriva che ci ha portato all’inagibilità degli edifici scolastici ed all’allontanamento degli studenti dai banchi per intere settimane.
Forse oggi è troppo tardi per fermare questa deriva, ma vivaddio dopo tanto silenzio qualcosa si è mosso, anche se non direttamente dal mondo della scuola che avrebbe dovuto farlo con tempestività. Ora la vicenda è un affare di polizia e questa è una sconfitta per tutti, ma non c’è altro rimedio se non la individuazione dei responsabili di questi atti “criminali” e la repressione.