Quei legami dei Bellocco con la mafia pugliese
di http://www.corrieredellacalabria.it/

14/11/2017 - TARANTO I carabinieri del Ros hanno eseguito nelle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani, nonché in altre località del territorio nazionale, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Lecce, nei confronti dei componenti di una frangia della Sacra Corona Unita, indagati per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione, danneggiamento e altro. L’indagine ha fatto emergere, tra l’altro, collegamenti con la cosca ‘ndranghetista “Bellocco” di Rosarno (Reggio Calabria) e infiltrazioni nel mercato tarantino della vendita dei prodotti ittici, sia attraverso l’estromissione – con tipiche modalità mafiose – di altri operatori commerciali, sia attraverso l’acquisizione di società fittiziamente intestate a prestanome. L’ordinanza di custodia cautelare e di sequestro preventivo di beni, emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, riguarda tredici persone: 11 in carcere, un provvedimento di sottoposizione agli arresti domiciliari e uno all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. A vario titolo vengono contestati i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, danneggiamento e rapina con l’aggravante del metodo mafioso, detenzione illecita di armi da fuoco, trasferimento fraudolento di valori. Nel corso delle indagini, avviate nel 2014, sono emersi – secondo gli inquirenti – «chiari ed inequivocabili elementi di reità in ordine all’esistenza di un sodalizio criminale avente connotazioni tipiche mafiose», operante sul territorio di Massafra (Taranto) e aree limitrofe, capeggiato da Cataldo Caporosso, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Il pregiudicato avrebbe avuto legami con il boss calabrese Umberto Bellocco, “patriarca” della ‘ndrangheta, a capo dell’omonima cosca di Rosarno e ritenuto tra i fondatori della Sacra Corona Unita. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di un’attività di onoranze funebri, quattro veicoli e diversi rapporti finanziari bancari e postali attivi, riconducibili a Cataldo Caporosso e ai suoi familiari.
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