Francisco Goya, segno e visione
Francisco Goya, segno e visione
di Enrica Tancioni

04/04/2007 - Allucinazioni e sogni. Gioia di vivere e satira pungente.

Questo è Francisco Goya, pittore spagnolo formatosi alla corte di Carlo IV alla fine del 1700.

Spirito inquieto e visionario, l'artista, usando uno linguaggio asciutto e realista, riesce a creare uno stile personale in cui i dettami della tradizione si fondono con immagini moderne.

La mostra Goya, segno e visione celebra l'arte grafica del pittore spagnolo. Allestita al Foyer del Teatro Francesco Cilea, l'esposizione è formata da 139 incisioni, suddivise in tre sezioni: Los Caprichos , Los Disparates , Tauromaquia.

Il viaggio inizia nella prima sezione, dove appare un Goya critico e ironico. Usando la tecnica dell'acquaforte, il pittore descrive i vizi dell'uomo ed attacca il potere degli aristocratici. Ecco allora che bugie, pregiudizi ed interessi personali diventano i protagonisti indiscussi delle stampe. Tra queste : El sueno de la razòn produce monstruos , pensata come copertina dell'intera collezione. In primo piano un uomo, forse lo stesso Goya, che dorme, mentre creature infernali avvolgono parte dello spazio, tanto da generare claustrofobia. Forse è una sentenza, forse l'autore polemizza contro coloro che fanno un cattivo uso della ragione. Una cosa è certa: è vero che una vita senza razionalità diventa ferina, ma è anche vero che un'esistenza priva di passione conduce al meccanicismo.

La visione pessimistica, che accompagna l'intera esistenza di Goya, nasce dall'immoralità dei costumi, quella stessa immoralità che emerge nella sezione dedicata ai Proverbi o Follie. La serie, la cui interpretazione risulta difficile, è stata realizzata tra il 1819 e il 1823. Gli elementi che affiorano sono: il male, la vecchiaia, la morte e il dolore, rielaborati grottescamente. Nasce così Disparate feminino, in cui campeggiano numerose figure femminili che tentato di occultare il corpo di un asino. Probabilmente fuori metafora l'artista intende ammonire l'uomo che si lascia ingannare dai giochi seduttivi delle donne.

Invece nella terza ed ultima sezione, il pittore abbandona il pessimismo per immergersi in un'atmosfera fatta di gioia ed energia. Infatti il tema predominante è la Tauromachia, l'annosa lotta tra l'uomo e la bestia. Il disfacimento della nazione veicola un cambiamento interiore in Goya, il quale abbandona la tipica aura negativa per approdare ad un ottimismo velato. Permangono amarezza ed insoddisfazione, ma vengono interpretati in modo differente. Il pittore infatti si lascia incantare dall'energia della Corrida, tanto da creare numerosi disegni preparatori. Un esempio è : Ligereza y atrevimiento de Juanito Apinani en la de Madrid, in cui si mostra il torero Juanito che eccelle in agilità.

La mostra, anzi le opere esposte sono di grande pregio ed importanza. Lo spettatore rimane incantato dalla bellezza dei segni grafici, dal sapiente gioco di chiaroscuri e dalla particolarità delle immagini rappresentate. Inoltre questo viaggio metaforico è accompagnato da descrizioni attente e puntuali, grazie alle quali anche i "non addetti ai lavori" possono comprendere la genialità dell'artista.

Una nota dolente esiste: lo spazio espositivo. Anzi sarebbe più opportuno parlare di mancanza di uno spazio espositivo. La stanza è troppo piccola, poco illuminata e troppo decorata. Il Foyer del Cilea può essere adatto per mostre di altro genere ma non certamente per un personaggio come Francisco Goya. Merita di più.



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