25 Ora
25 Ora
di Enrica Tancioni

16/04/2007 - La 25 ora di David Benioff; ed. Neri Pozza, 2004; pgg.215; 8 euro
La 25 ora regia: Spike Lee; Int.: Edward Norton, Rosario Dawson, Barry Pepper, Philip Seymour Hoffman; USA, 2002; durata: 134’

Monty Brogan è un spacciatore, uno che vende “la roba”, un uomo accecato dal possesso di soldi. Ed è felice. Finalmente ha quello che desidera: una donna che lo ama, un “mucchio di quattrini”da spendere, amici che lo venerano, un cane che lo segue dovunque. Monty possiede le ultime 24 ore da uomo libero.
E’ stato tradito e deve passare cinque anni nel carcere di Otisville, tra criminali incalliti ed individui perversi.
Il libro di David Benioff, da cui Spike Lee ha realizzato il film omonimo, ruota intorno le ultime ore di libertà del protagonista, che lotta tra sensi di colpa e la necessità di sentirsi vivo, nel tentativo di chiudere numerose questioni. Nell’arco di ventiquattro ore Monty deve riuscire a rimettere insieme i pezzi del puzzle, deve tentare di costruire, anzi di ricostruire, quei pochi brandelli di vita che gli rimangono.
La trama e le descrizioni sono imbevute di amarezza, quell’amarezza tipica di un uomo che deve congedarsi dalla propria vita e che aspetta la sua 25° ora. E’ un’ora particolare che non è segnata sugli orologi, che non può ferire o uccidere, un’ora che potrebbe dare vita ad un destino diverso, fatto di libertà e speranza. Il protagonista vaga per le strade di New York, incontra i propri amici, passa del tempo con la sua ragazza: Naturelle; dedica minuti importanti al padre e al suo cane, mentre conta i minuti, le ore che lo porteranno dietro le sbarre ad Otisville.
Il lettore segue la vicenda con passione, finisce per immedesimarsi nel personaggio, finisce per appoggiarlo e tifare per lui, nonostante la noncuranza, di cui Monty si serve per vendere la droga. Degno di nota è il famoso dialogo allo specchio, in cui Brogan sputa fuori la propria rabbia contro gli abitanti di New York, contro i propri cari e le persone che gli stanno vicino, in un’esplosione finale che colpisce la Chiesa e tutti gli esseri superiori. Numerosi i flash-back, con i quali lo scrittore tenta di spiegare la vita ed i comportamenti del protagonista, i personaggi di contorno che “decorano” l’intera vicenda. Lo stile è fluido e conciso, il linguaggio è metropolitano, perché deve riportare fedelmente il modo di parlare, ricco di slang e modi di dire, tipico del Bronx., zona devastata dalla violenza.
Il libro è uno spaccato della città di New York, quella città resa protagonista dalla maestria di Spike Lee.
Il regista si attiene alla trama del libro, ma rielabora la figura del protagonista, che in alcuni passi cede il posto alla città. La città che descrive Lee è una New York martoriata, la New York messa in ginocchio dagli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Nel film regna un’atmosfera sospesa, dove tutto e tutti, compresa la città attendono lo scoccare della fatidica 25 ora.

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