Corrireggio per tutti
di Pasquale Zumbo

26/04/2007 - Il 25 aprile spesso annuncia l’arrivo della bella stagione. Un sole caldo cambia volto a Reggio Calabria. Ma la “Festa della Liberazione” da ormai 25 anni è anche il giorno della “Corrireggio”. La via marina “Falcomatà” diventa un crogiolo di colori e volti sorridenti. C’è chi vuol godersi la giornata passeggiando, in bici o a piedi, per vie solitamente soffocate dal traffico e consumate da gomme e motori, e chi invece vuol assistere alla gara podistica cittadina per eccellenza. E naturalmente ci sono loro, i concorrenti. «Durante la corsa, ognuno di noi si sente finalmente padrone della città – afferma Orlando Macrì, 36 anni, istruttore ISEF nonché assiduo frequentatore della corsa - il caos quotidiano è solo un ricordo. Si sentono solo i passi e il respiro dei partecipanti a far da sottofondo. Una musica che dà la carica». Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Scambelluri, 50 anni, impiegato ASL. «È una giornata dedicata all’ambiente e vi partecipo spesso con piacere. È come riappropriarsi di Reggio. Vorrei che iniziative del genere fossero meno rare e che magari coinvolgessero le forze politiche, spesso miopi rispetto alla questione ambiente. E in tal senso sono felice che la manifestazione abbia avuto il patrocinio del Ministro Melandri». Una città di nuovo viva e che almeno per un giorno respira un’aria diversa. Più pulita. Dal 1983 è un appuntamento imperdibile per tanti reggini. Cinque chilometri e mezzo per gli amatori, poco più del doppio per i tesserati in società sportive. Circa tremila partecipanti alla 25.a edizione, un record. Sì, perché la gara è aperta a tutti, da zero a 99 anni, come i più famosi giochi da tavolo. La passione qui non ha limiti.
Gli attimi prima della partenza sono riempiti dal brusio dei partecipanti. Brusio che si trasforma in urlo liberatorio al momento dello start. Da quel momento parte la sfida con sé stessi e con gli amici. «Mi alleno tutto l’anno come stile di vita – ammette Orlando – ma in prossimità della Corrireggio intensifico il mio impegno. Cerco di mantenere se non migliorare la prestazione dell’anno precedente, ma l’obiettivo principale è conoscere nuove persone, vivere una giornata all’insegna dello sport». Orlando non è l’unico. Nonostante lo spirito non agonistico della categoria “non competitivi”, la maggior parte fa un lavoro specifico di preparazione. Come Alessandro Degli Espositi, 26 anni, laureato in lettere e filosofia. «Amo la corsa, mi piace l’atmosfera che si respira, per questo partecipo tutti gli anni, provo a battere il mio record. Certo, mi preparo adeguatamente prima, altrimenti diventa dura…».
In fondo è lo spirito che anima un po’ tutti. I più anziani che puntano a varcare la linea del traguardo, quasi a sfidare il tempo che passa e gli acciacchi. E i bambini che giocano un po’ a correre, rifiatare, a volte “tagliare” il percorso, fino al “ritiro” tra le braccia di mamma e papà, meritevoli di un buon gelato. «Dai Lorenzo, continua così! Adesso non calare più il ritmo!», grida un allenatore al suo pupillo, in corsa per la vittoria. Ma c’è anche chi incita tutti, indifferentemente, meritevoli di un plauso solo perché sono lì. Aneddoti e piccole disavventure, come quella in cui è incappato l’anno passato Ignazio Vitetta, 21 anni, due volte campione nazionale juniores di Biathlon. «Si era a metà percorso ed ero tra i primi cinque. Di colpo mi si scioglie la stringa di una scarpa. Ho recuperato a fatica, ma forse lì è tramontata l’idea di vincere. Ma è comunque un buon test in vista di altre gare».
Sì, perché nella categoria agonistica ci sono atleti importanti, come Ignazio. Uno di loro, in particolare, ha fatto la storia della Corrireggio. Alberto Adamo è stanco ma sorridente al termine della corsa. «È stata come al solito una bellissima giornata di sport. È andata bene, anche se non ero allenato». L’atleta reggino, giunto tante volte primo al traguardo, ha deciso di partecipare alla 25.a edizione solo all’ultimo momento. «È stato mio figlio a convincermi – rivela - mi ha detto “dai, corri con me che ti batto”. Ho subito accettato la sfida e… ho perso». Il padre settimo, il figlio quinto. Uno smacco per un campione come lui. «Ma l’anno prossimo mi rifarò, giuro. Magari punterò direttamente alla vittoria». 25 anni di storie fatte di sudore, passione e libertà impresse indelebilmente sull’asfalto. È la Corrireggio. Simbolo dell’anima di questa città.
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