Requiem
Requiem
di Enrica Tancioni

03/05/2007 - Requiem è la prima parola della preghiera cattolica per i defunti: Requiem Aeternam. Ma è anche il titolo dell’ultimo album dei Verdena, nota band friulana.
Tuttavia le sonorità del disco non rinviano all’eterno riposo, ma ad un sonno agitato fatto di incubi. Le atmosfere tipicamente grunge sono quasi scomparse per lasciare largo spazio ad un suono più sporco, un suono che impone una dimensione criptica. I Nirvana sono un ricordo lontano, mentre si odono echi di Led Zeppelin, di Afterhours e di Pink Floyd.
Ecco allora che l’intera produzione assume le caratteristiche di un labirinto oscuro, nel quale esistono solo brevi lampi di luce. Nessuna via d’uscita, regnano soltanto le tenebre. I pezzi sono ermetici; le parole sono poche ma racchiudono significati sconosciuti che solo la musica riesce a tirare fuori. Le chitarre e la batteria diventano i protagonisti indiscussi, mentre la voce di Alberto Ferrari accompagna con forza e disperazione l’intera produzione.
Tra i piccoli gioielli emergono: Muore Delay, in cui affiora il richiamo delle band americane, mentre si alza la voce del dolore; Il Gulliver è un’armonia di 11 minuti, alla fine dei quali l’ascoltatore rimane solo con la propria insoddisfazione.
In Canos prende vita la sonorità tipica dei Queens of the Stone Ages, fatta di chitarre ritmiche e suoni tantrici, nei quali la voce si distorce fino a perdersi.
Sono inoltre presenti quattro pezzi strumentali: Marti in the Sky, Aha, Faro e Opanopono.
Tra sonorità tribali e attacchi elettronici, i Verdena creano un universo immaginifico costellato di urla strazianti ed atmosfere claustrofobiche. Le parole sono gridate, così come la musica che diventa sempre più chiusa, fino a perdersi nel silenzio. Forse la band è entrata in contatto con il suo lato oscuro, o forse ha sentito la necessità di sputare rabbia e dolore. Certamente il disco suona cupo e non è comprensibile al primo ascolto, ma gli amatori sanno e sapranno riconoscere la sua grande forza.
Un antico saggio diceva che solo la morte è certa, ma forse si sbagliava. Perché la cosa più sicura in questo mondo di lacrime è la convinzione che esista la bellezza, anche se tacita e nascosta. E la bellezza oggi ha un nuovo nome: Verdena.

Titolo: Requiem
Gruppo: Verdena
Formazione: Alberto Ferrari – voce e chitarra; Roberta Sammarelli – basso; Luca Ferrari – batteria, percussioni e sinth
Casa discografica: Black Out/Universal
Prezzo: 15 euro

Tracklist:

1. Marti in the sky
2. Don callisto
3. Non prendere l'acne. Eugenio
4. Angie
5. Aha
6. Isacco nucleare
7. Canos
8. Il gulliver
9. Faro
10. Muori delay
11. Trovami un modo semplice per uscirne
12. Opanopono
13. Il caos strisciante
14. Was?
15. Sotto prescrizione del dottor Huxley
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