Parco Archeologico delle Mura Greche di cinta della Collina degli Angeli
Parco Archeologico delle Mura Greche di cinta della Collina degli Angeli
di Comune di Reggio Calabria

21/05/2007 - COMUNE DI REGGIO CALABRIA

ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI

- PARCO ARCHEOLOGICO DELLE MURA GRECHE DI CINTA DELLA COLLINA DEGLI ANGELI
- PERCORSO-VITA. € 1.500.000,00

Reggio Calabria, 20 Maggio 2007
La giunta comunale, presieduta dal sindaco Giuseppe Scopelliti, su iniziativa dell'assessore ai Lavori Pubblici Francesco Sarica, ha approvato in via definitiva i lavori per il "Parco archeologico delle mura di cinta di collina degli angeli", con una previsione di spesa dell'opera pari ad €. 1.500.000,00 somma finanziata nel protocollo d'intesa siglato tra il Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria e la Soprintendenza alle antichità della Calabria. L'amministrazione, recependo le istanze provenienti dalla Soprintendenza, ha inserito il progetto tra gli interventi da realizzare nel Piano Triennale 2005-2007. L'intera area misura in totale mq 7.706,5.
Sino al 2000 non era mai stata adottata una definizione normativa di "parco archeologico" se non da parte delle leggi regionali, anche se il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, aveva chiarito che si deve intendere per Parco Archeologico un'area protetta nella quale, per la consistenza di presenze monumentali, può individuarsi e definirsi uno spazio di particolare valenza quale Museo all'aperto. Successivamente, il T.U. 29/10/1999 ha dato questa definizione: "si intende per parco archeologico l'ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all'aperto in modo da facilitarne la lettura attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici". Il legislatore accomuna i due concetti di parco come bene culturale e parco come bene ambientale in un'unica definizione di "patrimonio culturale" che racchiude in sé la duplice esigenza della conservazione e della pubblica fruizione del bene stesso e fa emergere la sua funzione sociale e culturale.
In questa nuova ottica nasce l'intervento di realizzazione del parco archeologico della Collina degli Angeli, teso a salvaguardare la memoria storica della città.
Nell'anno 1969, a seguito di lavori di sbancamento edilizio, è stato riportato alla luce un breve tratto della cinta muraria della polis greca dell'antica Rhegion. Tale tratto di cinta muraria, del IV secolo a.C., costituisce uno dei pochi e brevi frammenti superstiti ed in luce dell'imponente opera di difesa della polis che si integra, idealmente, con il tratto di mura messo in luce nella via Marina e con l'altro tratto, in tecnica mista, rinvenuto sulla collina del Trabocchetto. Tale manufatto è di notevole rilevanza in quanto si tratta di una cinta muraria in doppia cortina di mattone crudo che, vista la particolare deperibilità del materiale, rende eccezionale il fatto che sia arrivato pressocchè integro fino ai giorni nostri.
A seguito di tale ritrovamento, il Ministro dei Beni Culturali ed Ambientali ha posto un vincolo che prevede particolari prescrizioni di inedificabilità in una vasta area circostante, e ha creato al contempo una zona di rispetto al fine di salvaguardare le condizioni originarie del sito e dell'ambiente archeologico, pur avendo accertato (nel corso delle prospezioni meccaniche del settembre 1985) l'assenza di reperti nei terreni circostanti.
L'intervento odierno prevede che nel parco archeologico sia possibile svolgere delle attività diverse ma comunque compatibili con la particolarità del manufatto rinvenuto e che, rispettando in maniera assoluta i luoghi, consenta di realizzare aree a diversa ed integrata destinazione, senza alcun carattere invasivo, conservando peraltro la totale reversibilità delle opere realizzate. Infatti le prescrizioni generali del vincolo dell'area vietano di operare spostamenti di terra; di creare recinzioni o pavimentazioni; di apporre cartelloni pubblicitari di ogni tipo e dimensione; di accumulare rifiuti o depositi di qualsiasi materiale; di sostare con autoveicoli.
L'ingresso è stato ipotizzato attraverso l'area che sarà destinata all'intervento di edilizia scolastica già programmato dall'amministrazione comunale sulla via Schiavone Mati. Sarà anche creato un passaggio coperto di ingresso.
Alla fine di questo percorso sarà posto in opera un gazebo in legno di forma esagonale, di piccole dimensioni necessario per ospitare un punto di controllo e reception. Il gazebo non sarà ancorato al terreno ma semplicemente "zavorrato" con dei cubetti in calcestruzzo rivestiti in legno collegati ai montanti. All'estremità sud est si è progettata una cavea che, sfruttando la pendenza del terreno, consentirà di avere la scena nella parte più bassa dell'area con un fondale d'eccezione costituito dal panorama dello stretto. La cavea sarà realizzata semplicemente appoggiando sul terreno dei masselli di pietra naturale di Lazzaro preventivamente lavorati a conci in maniera tale da creare tre semicerchi. A distanza di sessanta metri dal reperto archeologico, così come prescritto dal vincolo, sarà realizzato un gazebo prefabbricato in legno di forma esagonale, destinato ai servizi dell'area, anch'esso semplicemente appoggiato al terreno e non ancorato stabilmente, che conterrà un piccolo ambiente con destinazione deposito e un gruppo bagni divisi per sesso e contenenti altresì il wc per i diversamente abili. La zona archeologica sarà attrezzata con pannelli illustrativi che saranno posti lungo il percorso che dall'ingresso conduce all'area in cui è stato ritrovato il muro.

IL PERCORSO-VITA.
Si è inoltre previsto di destinare la zona nord dell'area ad un "percorso vita" attrezzato, che consiste in un equilibrato programma di attività motorie, da eseguire a corpo libero e con l'ausilio di attrezzi ginnici, allo scopo di migliorare lo stato di salute psico-fisica generale dei frequentatori. Esso si rivolge a tutti: bambini e adulti, anziani, atleti, permettendo l'adattamento dei programma alle specifiche condizioni e possibilità di ognuno. Nei paesi come Svizzera, Germania, Francia, Austria, dove i Percorsi Vita sono ormai diffusissimi, si è verificata un'assidua e crescente partecipazione. Viste le pendenze, il percorso si potrà percorrere esclusivamente a piedi e, in virtù della posizione, sarà particolarmente interessante per chi ama allenarsi in mezzo al verde lontano dallo smog cittadino. Passeggiando e leggendo le informazioni che via via si incontreranno, si potranno conoscere il nome e le caratteristiche delle particolari piante che saranno messe a dimora. Il percorso sarà suddiviso in tappe. Ogni 40-60 metri un cartello presenterà gli esercizi da svolgere, a corpo libero o con attrezzi ginnici.
Si prevede di realizzare quattordici tappe ognuna con un tipo diverso di esercizio da eseguirsi con l'ausilio di attrezzature. Il "programma" prevederà in ordine le seguenti fasi:fase di riscaldamento: con quattro esercizi di preparazione fisica e mentale; prima fase intensiva: quattro esercizi di crescente valore psicofisico; sosta e preparazione intermedia: esercizio di controllo e di preparazione alla seconda fase; seconda fase intensiva: quattro esercizi di diverso valore, verificanti la propria padronanza fisica; fase di raffreddamento: due esercizi per la verifica dello stato di forma e di normalizzazione respiratoria.
La pavimentazione del percorso sarà realizzata in terra stabilizzata contenuta tra due cordonali in pietra di Lazzaro. L'area terminale del percorso sarà abbellita con la posa in opera di una fontana in pietra semplicemente appoggiata al piano di campagna. Nella stessa area verrà posto un terzo gazebo in legno di forma esagonale come piccolo punto ristoro. L'intera area sarà recintata con ringhiere in legno in elementi di pino squadrato a croce di Sant'Andrea di altezze differenti (ml 1,40 sull'esterno, ml 1,00 nelle aree interne).
Tutti i percorsi saranno parzialmente pavimentati sempre nel rispetto del sito e quindi utilizzando sistemi in "appoggio" al terreno senza alcun vincolo fisso e preferibilmente con l'interposizione di un letto di sabbia in maniera tale che ogni manufatto mantenga le caratteristiche peculiari di assoluta reversibilità. Tutte le aree funzionali saranno interessate dalla messa a dimora di piante (Amerium, Palme) ed aree a prato e in particolare sarà realizzata una cortina verde antivento (mediante la messa a dimora di Cipressi) per tutto il perimetro dell'area al fine di creare, in uno con la recinzione in legno, una barriera all'intrusione ed all'introspezione nell'area.
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