Europaradiso o Euroinferno?
Europaradiso o Euroinferno?
di Enrica Tancioni

26/06/2007 - “Questo matrimonio non s’ha da fare. Né domani, né mai”. Non si parla dell’unione tra Renzo e Lucia, ma dello “sposalizio” tra una zona protetta e un grande impianto turistico.
Accade a Crotone, più precisamente alla Foce del Neto.
Corre l’anno 2005. Un imprenditore israeliano David Appel giunge nella città pitagorica portando con sé progetti per la realizzazione di un mega villaggio turistico: l’Europaradiso. Si tratta di una cittadella lunga 6,5 km di costa che dovrebbe occupare una superficie di più di mille e duecento ettari nella località “Paglianiti” tra la foce del fiume Neto, la ferrovia e la località “Gabella”. A 300 metri dalla spiaggia, l’impianto turistico avrà costruzioni meravigliose: un hotel extra lusso a cinque stelle, campi da golf e da tennis, parchi acquatici, piscine, un palazzetto del ghiaccio, una sorta di Disney Village e Universal Studios, aree commerciali, spazi verdi e uno stadio in grado di contenere 120mila posti. Il complesso sarà operativo anche nel periodo invernale, in fondo offrirebbe solo diecimila posti letto. I turisti arriveranno da terra, passando per la Statale 106, sempre troppo trafficata, dal mare e dal cielo, saranno previsti 50-60 voli giornalieri. Il piccolo aeroporto S. Anna non ne ha mai contati tanti. Inoltre la ferrovia sarà usata principalmente per i collegamenti tra la città, il villaggio e i due scali. Un’ottima soluzione, dato che per mesi e mesi la stazione della città è rimasta chiusa.

Sarà inoltre prevista una metropolitana leggera per agevolare gli spostamenti tra la città e il complesso turistico.
Il personale sarà formato da 15mila persone, una possibilità che piace, a causa dell’assenza di lavoro. Il costo? Solo 5 miliardi di euro.
Chi finanzierà il progetto? Gruppi finanziari internazionali. Primo fra tutti il Madpit Group S.p.A. di Appel, poi Zolti, un gruppo svizzero specializzato nei settori immobiliari e la compagnia che gestisce la catena di alberghi Plaza.
Sembra un sogno, troppo facile non solo da progettare, ma anche da realizzare.
Tutto questo dura poco, perché iniziano ad affacciarsi numerosi problemi.
Non tutti sanno che l’imprenditore israeliano è stato accusato di corruzione. Tutto ha inizio con il tentativo di costruire un villaggio di divertimento e lusso sfrenato in Grecia. Appel chiede l’aiuto dei ministri dell’allora premier Ariel Sharon. Sembra che questi aiuti siano stati “conditi” da ingenti somme di denaro. Poi il fatto che il figlio del capo di Stato lavori per Appel è solo un piccola coincidenza.

Inoltre la scelta di Crotone, per la creazione di Europaradiso, è stato un vero e proprio ripiego. Appel nel 1998 tenta di costruire un grande impianto turistico nell’isola di Patroclo in Grecia, dove è in contatto con Norman Skolnik. Purtroppo la presenza di siti archeologici implica emendamenti legislativi e un cambio delle procedure di destinazione d’uso, progettazione e costruzione. Più volte, con il pretesto di visite ufficiali di stato, invita in Israele esponenti politici della Grecia, ma senza alcun risultato. Fino a quando il 28 luglio 1998 riesce ad accogliere in casa propria il sindaco di Atene. Tuttavia le location non vanno bene. Skolnik individua una zona a sud-est di Atene, ma, trovando anche lì enormi difficoltà, inizia ricerche di altre località. La Spagna è prima, ma alla fine la scelta ricade sulla città di Crotone.

Ma altri problemi incombono su Europaradiso. La costruzione del villaggio implicherebbe la distruzione di un SIC, ovvero di un Sito di Interesse Comunitario, come individuato dal Decreto Ministeriale del 3 Aprile 2000 (G. U. n 65 22.04.2000). Inoltre secondo la Direttiva Habitat (92.42.CEE), l’area della Foce del Neto non è solo un’area protetta, ma anche un sito di interesse comune per tutta l’Unione. Dal 15 settembre 1976 l’area in questione è un’ “Oasi di protezione della fauna”, ma è stata proposta anche come Parco Regionale della Foce del Neto, secondo la delibera n. 588 del 19.9.2000 emanata dalla Regione Calabria. Nella zona è inoltre inclusa l’area IBA (Important Bird Areas) “Marchesato e Fiume Neto”, successivamente riconosciuta come ZPS (Zona di Protezione Speciale). Insomma costruire Europaradiso significherebbe distruggere l’habitat e le aree indispensabili per la sopravvivenza di specie animali e vegetali protette dall’Unione Europea. Non bisogna inoltre dimenticare che la Foce del Neto è un’oasi naturale dove sostano e nidificano uccelli di diverse specie, la tartaruga Caretta Caretta e due rare testuggini presenti oramai in poche altre zone della Calabria.

Ma non è solo una questione di tutela ambientale. La Foce del Neto è anche un luogo magico. Secondo la leggenda in queste zone vi approdarono gli esuli troiani scappati dalla città dopo la sua distruzione. Forse si dovrebbero rispettare anche altri vincoli, come quelli paesaggistici ed archeologici.
Ecco allora che divampano le polemiche. Da una parte si ergono i sostenitori del progetto, il villaggio porterebbe turisti, lavoro e denaro, dall’altra invece le associazioni ambientaliste che intravedono un pericolo per la sopravvivenza della natura.

Tuttavia non è sempre oro quello che luccica. Perché se da una parte l’idea dell’impianto turistico sembra ottima per la soluzione di problemi annosi, dall’altra risulta inconciliabile con i decreti legge emanati fino a questo momento e con le possibili infiltrazioni mafiose nelle gare di appalto. La procura di Catanzaro ha infatti aperto l’inchiesta “Poseidone” da cui emerge l’esistenza di una lobby criminale capace di gestire e infiltrarsi in ogni grande progetto pubblico. Impianto israeliano compreso.

(1 continua)

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