Europaradiso o Euroinferno? (seconda parte)
Europaradiso o Euroinferno? (seconda parte)
di Enrica Tancioni

27/06/2007 - Perché creare Europaradiso?
Forse ne sa qualcosa Agazio Loiero che ha firmato la legge per la protezione della ZPS, e poi ha tentato di cambiarla.
D’altronde se già l’Italia ha violato la direttiva 409/79 per il progetto del Ponte sullo Stretto, perché non trasgredire ancora una volta le leggi dell’Unione Europea?
Per salvaguardare i paradisi naturali Giuliano Monterosso, esponente crotonese della LIPU, ha iniziato una battaglia contro l’Europaradiso. E ha dato vita ad una raccolta di firme per bloccare il progetto.
La petizione ha coinvolto migliaia di persone in tutta l’Italia. A Crotone molti sono stati gli individui che hanno partecipato a questa iniziativa, anche se dopo qualche mese hanno firmato per l’Europaradiso.
Come si fa a rifiutare la soluzione del problema lavoro?
Emerge ancora una volta una delle caratteristiche principali del popolo calabrese: la volubilità. Ma si sa, siamo in Calabria, la terra dei miraggi. Basta mostrare somme di denaro, progetti faraonici, per convincere la gente a distruggere aree d’interesse naturale. Per non parlare di quelli che hanno firmato solo per non far arrivare nella provincia crotonese “gli ebrei”.
Dinanzi lo scempio dei Verdi, che alle scorse elezioni amministrative hanno votato a favore di Europaradiso, Monterosso ha iniziato a mobilitare tutte le associazioni ambientaliste. Ecco allora che WWF, LIPU, ENPA, Italia Nostra, ALTURA, CNP, AIIG si sono riunite per evitare la “cementificazione” delle zone protette. Le stesse associazioni hanno inoltre mobilitato i politici al potere, primo tra tutti Pecoraro Scanio. Nei primi giorni del gennaio 2006 Ermete Realacci, deputato della Margherita e Altero Matteoli, ex ministro dell’Ambiente, hanno aperto un’interrogazione al Senato, che ha coinvolto anche l’onorevole Loredana De Pretis. La ricercatrice, eletta nel collegio 10 di Roma, ha chiesto l’apertura di un’indagine nella zona crotonese, scatenando il disappunto del Presidente della Regione. La discesa in campo dei Verdi ha dimostrato che i vincoli alla Foce del Neto non sono stati una mera invenzione degli ambientalisti, né uno strumento politico del partiti.
Eppure tutti vogliono Europaradiso, tanto l’amministrazione di destra, quanto quella di sinistra. D’altronde non bisogna dimenticare che siamo in Italia, il luogo del cambiamento. Se si intravede un progetto che può portare soldi, ecco che si materializzano individui ed appoggi. Nessuno vuole rimanere escluso, tutti vogliono partecipare, anche quando significa disprezzo da parte delle cariche più alte del governo.
Anche la popolazione vuole questo progetto, in particolar modo il già citato Comitato Europaradiso, i ragazzi di Forza Nuova, che nel settembre 2006 hanno portato in piazza striscioni contro la decisione della Giunta Comunale, e molti altri partiti politici, persino i Verdi. “ Quando hanno tagliato gli alberi su Viale Gramsci, dove erano gli ambientalisti?” tuona Giovanni, che mal digerisce “il finto sentimento ecologico” dei suoi concittadini. Per lui il villaggio turistico significherebbe soldi, prestigio e turismo “magari anche ragazze”, non capisce come si possa combattere contro il progetto.
Come lui ci sono molte altre persone, per le quali la vita di esseri viventi non è così importante come l’aumento di posti di lavoro. Allora perché in Italia si combatte ancora per l’ambiente e gli animali, se quello che interessa è il denaro e il lavoro?
Forse l’occupazione è più importante di quattro uccelli portatori di virus o delle brutte tartarughe nascoste nei canneti? A quanto pare sì.
“A chi interessano questi animali? Solo a quei quattro stupidi degli ambientalisti” dichiara una ventenne crotonese.
Il progetto nonostante tutto va avanti. Il 20 novembre 2006 si riunisce la quarta commissione regionale per rinviare la delibera sulle ZPS (Zone di protezione speciale), provocando dissenso tra gli ambientalisti. La loro proposta è bocciata. Intanto i rappresentanti della Direzione generale dell’ambiente della Commissione Europea decidono di incontrare gli enti locali per discutere sul progetto dell’impianto turistico. L’Unione Europea chiede chiarimenti per la delibera con la quale il Consiglio Comunale di Crotone intende variare il Piano Regolatore. La Giunta Comunale infatti vorrebbe trasformare oltre mille ettari di terreni agricoli, in terreni edificabili e poter finalmente iniziare i lavori per l’impianto turistico. La Commissione non dimentica inoltre le leggi sul SIC, l’IBA e la ZPS. All’attenzione dei commissari ricade anche il decreto approvato nel 2002 dal Dipartimento urbanistica ed ambiente della Regione Calabria nel quale non si richiede lo studio per la valutazione di incidenza. La Comunità Europea insomma boccia il progetto di Appel. Non è a norma.
Il 6 febbraio 2007 il consigliere comunale dei Verdi Giovanni Greco organizza una conferenza stampa per chiarire la propria posizione in merito alla questione di Europaradiso. Se prima firmava per l’impianto turistico, pur mettendo in evidenza qualche aspetto negativo, ora intende salvaguardare l’ambiente e i vincoli sulla zona interessata. Che sforzo immane! Ormai il rinvio della ZPS è stato bocciato!
Ma il 5 marzo 2007 segna la svolta della vicenda. La Giunta Regionale dice no ad Europaradiso. I motivi? L’ipotesi progettuale di Appel non risulta compatibile con lo sviluppo turistico della regione. In definitiva, Europaradiso non garantirebbe l’alta qualità turistica che tutti si aspettavano. L’impianto è troppo grande e l’area rischia di sovraffollarsi.
Tuttavia le motivazioni rimangono ancora oscure.
Ma se Europaradiso non si farà allora perché esiste ancora il sito www.europaradiso.com?

(2 fine)

Per leggere l'articolo per intero scarica l'allegato

Allegato: clicca qui
Commenti degli utenti
Nessun commento rilasciato.