Un castello da favola…
Un castello da favola…
di Baden

29/06/2007 - Pasquale Arbitrio, fotografo ed editore, curatore di numerose pubblicazioni, tra le quali spiccano “Paesi in Festa, immagini delle feste popolari religiose nella provincia di Reggio Calabria” e nel 2000 la collaborazione, con oltre cento scatti, alla poderosa guida della provincia di Reggio Calabria realizzata dall’amministrazione provinciale dell’epoca. Con la mostra (dal 17 giugno all’8 luglio) e il catalogo "Il castello di Scilla: mille albe e una notte" si sofferma su Scilla, definita il “il più bel dono della natura” dallo stesso Arbitrio in una precedente raccolta di immagini.
- Come nasce l’idea della mostra al castello di Scilla insieme al CERERE?
Nasce dal nostro desiderio di concretizzare uno dei tanti progetti da anni in cantiere, quello cioè, di una mostra fotografica dedicata al castello del mio paese, Scilla. Un manufatto storico che offre emozioni, immerso in una cornice naturale mozzafiato e che si presta alla valorizzazione del nostro territorio tramite eventi culturali e mostre tematiche.
- Un percorso che parte certamente da lontano. Con quali presupposti?
Consapevoli della simbiosi tra Scilla e la sua “Rocca” e quindi col suo Castello, abbiamo intrapreso l’arduo cammino di una documentazione fotografica che, già dal 1990 continua a cercare le infinite sfaccettature di questo prodigio di Calabria. Naturalmente rimango convinto che la foto più bella debba ancora essere scattata…
Oggi, con la mostra “Il Castello di Scilla: mille albe e una notte”, realizzata con il CERERE abbiamo voluto proporre ai visitatori un nuovo modo di godere Scilla, confidando nel fatto che l’impegno e la passione profuse in questi scatti, potessero suscitare nell’animo di tutti nuove e diverse sensazioni.
- Quanti scatti “artistici” è possibile ammirare?
Si tratta di oltre 60 foto riportate su tela, come veri e propri quadri. Numerosi sono i soggetti illustrati che mutano al mutare della luce e delle stagioni. La selezione delle immagini ha cercato di rendere il nostro lavoro realistico, vero, palpitante di una vita raccontata a 360°, 24 ore su 24, senza filtri e senza ritocchi grafici. Gli scatti che la macchina fotografica ruba all’eternità dei luoghi immortalati cambiano minuto per minuto, da secondo a secondo. Il castello è lì, quasi un isola in mezzo al mare; la Rocca all'alba da Pacì, al tramonto da Nord, vista da Monte Scrisi e dal versante dei Piani di Bova, la Rocca ed il castello ripresi da Marina Grande e da Chianalea. E ancora Scilla agitata dalle tempeste del suo mare, velata dalla neve, tramortita dai fulmini, magnificata dai fuochi d'artificio. Scilla con gli arcobaleni fugaci, con il tratto chiaro della luna, e ancora con i pescatori a bordo della passerella per la pesca del pescespada o da terra mentre lavorano le reti.
- Dunque una Scilla mitologica che grazie alla fotografia diventa “terrena”, visibile e fruibile nei suoi scorci più significativi e soprattutto nei momenti più strani e particolari…
Questa terra non si stanca mai di regalarci emozioni, e noi, in corsa contro il tempo, abbiamo tentato di “bloccarne” alcune. Scilla è diventata l’oggetto instancabile delle nostre veglie in attesa dell’alba, delle corse ansiose per azzeccarne i tramonti; delle nottate sotto la pioggia in attesa che i fulmini incorniciassero di bagliori le linee della rocca, delle interminabili giornate sotto l’ardire del sole per scrutare la mole dal mare.
Commenti degli utenti
Nessun commento rilasciato.