Ratatouille
Ratatouille
di Marco Papasidero

13/11/2007 - Un topolino tra i fornelli
Il grande successo di “Ratatouille”


Si chiama Ratatouille il fenomeno del momento: un simpatico topolino con la passione per la cucina. Uscito ormai nelle sale di tutta Italia e del mondo, il film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Pixar ha per protagonista un topo a cui, come in tutti i cartoni animati che si rispettino, sono conferite caratteristiche ed emozioni peculiari degli esseri umani.

La trama, lineare ed essenzialmente priva di colpi di scena, si snoda seguendo un costante andamento cronologico, intervallato, di tanto in tanto, da qualche flash back. Le disavventure del topolino Remy partono dal proprio rifugio, o meglio dal soffitto di una casetta di campagna infestato da grossi ratti. Sarà la squinternata e sonnolenta vecchietta, con in braccio un fucile, a metterlo in fuga assieme alla sua numerosissima famiglia.
Il destino (o piuttosto gli ideatori della Disney) lo fanno capitare vicino ad uno dei ristoranti più in vista di Parigi dove, passo dopo passo, inizierà a sperimentare le mille ricette lette e imparate sul libro di cucina del cuoco Gusteau, padrone del ristorante, ormai morto, e adesso suo amico immaginario. La conoscenza di Linguini, un impacciato ragazzo rimasto orfano, sarà per lui la cosa più importante e gli darà modo, alla fine, di capire che non tutti gli uomini (almeno nei confronti dei topi) sono cattivi.

Il cartone della Disney, uscito nelle sale il 17 ottobre, è già campione di incassi con ben dieci milioni di euro e un numero vertiginoso di curiosi che non si sono accontentati di vedere soltanto il trailer. Il “piccolo chef”, come lo chiama Linguini nel film, trasmette un grande insegnamento: bisogna sempre perseguire sino in fondo ciò in cui si crede.
Altrettanto coinvolgente è la “conversione “ del perfido critico gastronomico Anton Ego, artefice del declino del ristorante, che, assaggiando solo una forchettata della ratatouille (il piatto forte del topolino a base di carote, cipolle, peperoni, rosmarino e alloro) riporta alla mente la sua infanzia e scrive un’ottima recensione sul ristorante, facendogli finalmente riottenere il prestigio del passato.
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