Gli affari della criminalità/1
Gli affari della criminalità/1
di Enrica Tancioni

30/11/2007 - Arriva l’agromafia

E preferisce la Calabria
Se hai un’azienda o un’attività commerciale devi pagare. Il tuo lavoro può andare in fumo. In tutti i sensi. Devi accettare la “tassa sulla sicurezza”. Devi scendere a patti con la criminalità. Altrimenti la tua vita potrebbe diventare un inferno. Se nei centri urbani si registra la presenza, seppur minima, delle forze dell’ordine, le campagne sono lasciate “sole”. Le autorità sono completamente assenti. La criminalità ha così largo spazio per operare. Ruba, minaccia, aggredisce e intimidisce i contadini del Sud. Non bastano i problemi di ordinaria amministrazione, si aggiunge anche il banditismo.

Perché proprio di banditismo si deve parlare. Anzi di agromafia. Le mafie operano anche nel settore agricolo. Specialmente. Perché investono e riciclano soldi sporchi nelle coltivazioni. E poi ottengono i fondi italiani per lo sviluppo del settore agricolo.
Per farlo, i clan calabresi procedono con metodi borderline. Al limite tra lecito e illecito. Acquistano i terreni di coltivatori con regolare contratto. Oppure prendono in affitto campi pagando canoni da capogiro. La crisi economica ha messo in ginocchio gli agricoltori. Si sono indebitati e non possono campare. Gli interessi sono sempre molto alti. Ma c’è una soluzione. Vendere o dare in affitto i terreni ai mafiosi. In fondo gli ‘ndranghetisti pagano, anche bene. Perché vivere miseramente se i problemi possono essere risolti?! In modo illegale, certo, ma questo non conta.

Le terre più colpite sono quelle calabresi. Nel lamentino, per esempio, dove sono frequenti i casi di fallimento. La conclusione è sempre la stessa: i terreni diventano di proprietà del boss di turno. Gli ‘ndranghetisti della Piana di Gioia Tauro sono attenti. Appena vengono a conoscenza di imprenditori in difficoltà entrano subito in gioco. Propongono cifre esorbitanti per l’acquisto delle terre. La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha scoperto che esistono contratti di compravendita firmati per oltre 1 milione di euro. Il triplo, o il quadruplo del prezzo di mercato. La criminalità, per acquisire il controllo dei terreni, spesso si serve di metodi poco “ortodossi”.

Secondo le ultime ricerche della Cia (Confederazione italiana degli agricoltori) il sistema più usato è il furto delle attrezzature e dei mezzi agricoli, destinati al mercato dell’Est. Nei balcani infatti le strumentazioni agricole vengono trasformate in pezzi di ricambio, destinati ad altri mercati.
Segue poi l’abigeato (il furto di pecore). Meno frequenti sono i furti di centraline elettriche per l’irrigazione. Purtroppo il problema della carenza d’acqua spinge i mafiosi a effettuare allacci clandestini alle condotte idriche di onesti lavoratori.
(1 continua)

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