Seconda biennale di Mail Art "Typewriter"
Seconda biennale di Mail Art "Typewriter"
di Editoriale Progetto 2000

25/08/2008 - L’interessante rassegna aprirà i battenti il prossimo 26 agosto a San Demetrio Corone
SECONDA BIENNALE DI MAIL ART «TYPEWRITER»
Fino al 31 agosto si potranno ammirare antichi e originali modelli di macchine per scrivere



A San Demetrio Corone, paese italo-albanese in provincia di Cosenza, in coincidenza con la festa di Sant’Adriano, si terrà dal 26 al 31 agosto, la seconda biennale di Mail Art, e cioè l’arte impressa su cartoline che viaggia esclusivamente via posta. Nel 2006 fu il turno dei tarocchi, l’edizione di quest’anno, intitolata “Typewriter”, è dedicata ad un oggetto considerato di modernariato: la macchina per scrivere.
Fino ad una ventina di anni fa, chi voleva presentare un documento in modo leggibile utilizzava la macchina per scrivere, ora sostituita dalla videoscrittura dei personal computer. La sua storia, certamente gloriosa, inizia nel 1846 con l’avvocato novarese Giuseppe Ravizza, che la pensò inizialmente con scopi umanitari, in quanto destinata alla comunicazione dei non vedenti.
Fu un grande successo per questo strumento fornito di tasti su cui erano impressi i caratteri tipografici; l’uso ebbe una diffusione tale da far nascere una nuova professione, prevalentemente femminile: quella della dattilografa, che, tra l’altro, alimentò tantissime pubblicità e vignette satiriche.
Come tutte le invenzioni di successo, furono tanti gli accessori ideati e realizzati per un perfetto utilizzo della macchina per scrivere, che oggi sembrano appartenere a un altro mondo: la gomma a dischetto, antesignana del bianchetto, il nastro colorato (nero e rosso), la carta carbone che consentiva di avere più copie conformi all’originale e successivamente anche il tasto “neutro” per preparare le matrici ad inchiostro per il ciclostile. Un interessante accessorio furono le cosiddette “testine rotanti”, che consentivano il cambio di carattere, aggiunte proprio quando la storia della macchina per scrivere volgeva al termine ed iniziava l’era del computer.

Tra i vari modelli, il più originale e diffuso in Italia fu la celebre “Lettera 22” (dal peso di 4 chilogrammi con la sua valigetta di similpelle con maniglia), disegnata dall’architetto Marcello Nizzoli e prodotta dall’Olivetti negli anni Cinquanta, che vinse anche un prestigioso premio internazionale come miglior prodotto del design italiano. La "Lettera 22" fu venduta in milioni di esemplari ed ebbe, tra l’altro, prestigiosi fan come i giornalisti Enzo Biagi ed Indro Montanelli.

Quello che si vuole celebrare a San Demetrio Corone, nei locali del Collegio italo-greco, a partire da martedì 26 agosto e nei giorni successivi è il fascino di questo particolare strumento di comunicazione, unanimemente riconosciuto. Si inizierà alle ore 18 con l’inaugurazione di due mostre: la prima è un’esposizione di diversi modelli di macchine per scrivere di proprietà del prof. Renato Guzzardi direttore del Ceris (Centro Ricerche e Sviluppo); la seconda, a cura di Claudio Grandinetti, direttore dell’Archivio Internazionale di Mail Art, presenterà oltre 300 opere, inviate via posta da 162 artisti di ben 37 paesi, tra cui Benin, Corea del Sud, Goiana, Honduras, India, Indonesia, Singapore e Venezuela.
Una vera e propria olimpiade dell’arte gratuita che viaggia con il solo costo del francobollo, dedicata alla cara e vecchia macchina per scrivere ed alle dolci manine di tante dattilografe che con pazienza ed amore hanno reso in modo leggibile tanti documenti che ci ricorderanno l’appena ieri.

(testo di Demetrio Guzzardi)

La rassegna “Typewriter” verrà presentata alla stampa domenica 24 agosto alle ore 19 nel Casale dei Guzzardi a San Demetrio Corone.

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