Etica Aria di Julius Evola
di Dagoberto Husayn Bellucci

25/05/2009 - "Giù dalla torre
butterei tutti quanti gli artisti
perché le trombe del giudizio suoneranno
per tutti quelli che credono in quello che fanno.
Per gli spartani
una volta era uguale
buttavano giù da una rupe
quelli che venivano male.
Giù dalla torre
butterei tutti quanti i teatranti
e nostra signora dei turchi
specchio delle mie brame, chi è fra noi il più bravo del reame.
E salverei
chi non ha voglia di far niente
e non sa fare niente
chi non ha voglia di far niente.
Giù dalla torre
butterei tutti quanti i registi
gli attori e gli elettrodomestici
per la vigilia della distruzione.
Ritorneranno dinosauri antidiluviani
una razza di super-rettili
che si mangerà scialalalalalà.
I presentatori
specie quelli creativi
che giocano ai quiz elettronici
si mangerà chi fa ma non sa quel che fa.
Si salverà
chi non ha voglia di far niente
e non sa fare niente
che non ha voglia di far niente."

(Franco Battiato - "La Torre" - album "L'arca di Noè" - 1982)



Pubblicati una prima volta tra il 1942-43 nel periodo determinante le sorti del secondo conflitto mondiale e successivamente ristampati dal Centro Studi Evoliani di Genova sul finire degli anni settanta i saggi compresi nel volumetto "Etica Aria" (edizioni curate dalla Libreria Europa e stampate nel 1987) ci offrono una 'miscellanea' senz'altro interessante sul pensiero del Barone nel periodo di massima produzione e di indubbio valore politico che, come lucidamente sottolinea nella premessa all'edizione romana in questione il prof. Renato Del Ponte, dev'essere compreso a cavallo tra l'epoca immediatamente precedente il conflitto mondiale (autentica "Totalkampf" rivoluzionaria che ha 'deciso' il destino dell'Europa e dei popoli europei e le sorti della politica mondiale fino ai giorni nostri affermando la supremazia statunitense e i diktat sinagogico-sionisti sulla stragrande maggioranza delle nazioni di tutti i continenti) e i primi anni cinquanta ovvero "il nodo attorno a cui far ruotare l'insieme del suo pensiero (...) può collocarsi fra il 1937 ed il 1951 , vale a dire fra l'uscita della prima edizione del "Mito del Sangue" e la seconda edizione riveduta della "Rivolta contro il mondo moderno".
Tuttavia , è forse possibile distinguere un nucleo ulteriore, quello in cui la purezza della teoria si stempera in un complesso di indicazioni cariche di riflessioni nel contempo esistenziali ed etiche fra il 1941 ed il 1943, fra l'uscita di "Sintesi di dottrina della razza", quella della "Dottrina del risveglio" (Bari, settembre 1943) ed il sinora ignoto articolo redatto nei primi tempi della R.S.I. "Liberazioni" , del novembre 1943. E' dall'ambito della feconda produzione di questo essenziale periodo che abbiamo tratto i tre saggi di questa breve raccolta di "Etica Aria"." (1)

Abbiamo sempre pensato che l'Evola filosofo e studioso della Tradizione ario-romana e delle tradizioni religiose o spirituali orientali abbia sicuramente lasciato un'impronta fondamentale nella cultura italiana ed europea al pari del suo omologo francese Renè Guènon. L'integrazione dello studio delle dottrine indù, del tantrismo, dello Zen e di altre scuole filosofico-mistiche orientali con la riscoperta ed il successivo tentativo/approccio di rivitalizzare la Tradizione Ario-romana (compiuto dal Barone nei primissimi anni dall'avvento del Fascismo per dare una 'dritta' ed un 'corpo' spirituale - o per essere esatti un'anima - alla struttura dello Stato dell'ordine e della disciplina sognato da Mussolini e dal movimento fascista) mediante il Gruppo di Studi di Ur e la pubblicazione del testo "Imperialismo Pagano" , rappresentano senz'altro uno dei principali 'lasciti' culturali del pensiero evoliano destinati ad influenzare e preparare le future generazioni di quella schiera di "uomini differenziati", "di altra razza", che Evola bramava di veder ritornare a dirigere le sorti ed i destini dell'italica nazione...


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