Etica Aria di Julius Evola (quarta parte)
di Dagoberto Husayn Bellucci

25/05/2009 - La superiorità dell'uomo in ordine con i principii tradizionali è data dall'accettazione della propria natura, dal restare fedeli a se stessi e alla propria inclinazione naturale.
"Il mondo moderno - scrive però Evola - , tuttavia, di massima, ha seguito proprio la via opposta, la via di una sistematica trascuranza della natura propria, la via dell'individualismo, dell'"attivismo" e dell'arrivismo. L'ideale qui non è più l'esser quel che si è , bensì il "costruirsi" , l'applicarsi ad ogni specie di attività, a caso, ovvero per considerazioni affatto utilitarie. Non più attuare in seria aderenza, fedeltà e purità, il proprio essere, bensì usare ogni forza per divenire quel che non si è.".

D'altronde parliamo del 'regno' della materia per eccellenza. Di una società moderna che ha innalzato quali valori l'individualismo sfrenato, l'arrivismo più 'avvoltoico', l'iper-compulsoria attività contorta dell'uomo-massificato contemporaneo alla vana ricerca di un qualcosa che non sa nè riesce più a riconoscere.

"L'individualismo, essendo a base di una tale veduta, cioè l'uomo atomizzato, senza nome, senza razza e senza tradizione, si è avanzata logicamente la pretesa dell'eguaglianza...". Il mondo moderno ha 'rovesciato' la percezione dell'uomo di se stesso , liberando ogni sorta di pulsioni verso il basso, verso la materia, tendendo ad escludere ovviamente qualunque riconoscimento di una sfera 'spirituale' ed emozionale a vantaggio di un crogiuolo sensistico- materialista che è la risultante di un meticciamento tra il lato scientifico e tecnico della modernità e l'affermazione, 'dilatazione', di "intemperie" emotivo-passionali (tellurico-lunari manifestazioni del nulla) che hanno reso l'individuo moderno una facile preda per qualsivoglia 'etats d'esprit' , stati dell'animo, dei quali le differenti correnti spiritistico-occultistiche, la 'moda' della religiosità "new age" e le derive sataniste sono nient'altro che le manifestazioni ultime.

"A questa opposizione fondamentale in tema di etica e di visione generale della vita - conclude Evola - dovrebbero badare, in maggior misura di quanto finora accada, coloro che oggi si occupano di problemi sociali e parlano di "giustizia sociale", se essi debbono veramente venire a capo dei mali contro cui in buona fede combattono."

'Talvolta' , 'spesso' in questo scorcio di ciclo cosmico 'terminale', occorre 'risolvere' il male, estirpandolo, alla radice... per evitare 'contagi' dannosi.

Nella contorta e deficiente società massificata moderna esistono una serie indescrivibile di soggetti (...maschili quanto femmilili...) 'sfuggenti', irresponsabili di se stessi e della loro stessa vita, insufficienti a se stessi e agli altri. Gli uomini-massa contemporanei sono "pecore matte" belanti nel cortile sistemico della contemporaneità rovesciata: riflettono 'stili' di vita 'contrari', opposti, ai principii tradizionali. Rappresentano la quintessenza della decadenza e assurgono ai massimi livelli di demenzialità (...'record' di idiozia frantumati oramai quotidianamente...) propri di una serie di 'mancanze' 'basilari' e di 'devianze' ontologico-caratteriali...

Auspichiamo a questo punto la 'lettura' dello scritto evoliano e, soprattutto, una sua 'adeguata' metabolizzazione...


DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
Direttore Responsabile Agenzia di Stampa "Islam Italia"


Note
1 - Renato Del Ponte - Premessa alla seconda edizione di "Etica Aria" - ediz.
"Europa" - Roma 1987;
2 - Gennaro Malgeri - "Modernità e Tradizione - Aspetti del pensiero
evoliano" - ediz. "Settimo Sigillo" - Roma 1987;


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