L´essere scultore... alla scoperta di Francesco Misuraca
L´essere scultore... alla scoperta di Francesco Misuraca
di Giovanni Certoma´

11/01/2010 - “Ho deciso di vivere così perché sto bene, mi diverto, perché una cosa che mi viene in mente la posso realizzare. Penso il mondo a modo mio e lo descrivo. Questo per me è importante, è un percorso di vita”. In queste lapidarie espressioni si concentra il pensiero e l’essere di Francesco Misuraca, giovane artista roccellese che, nato come orafo, e grazie alla scuola di formazione frequentata a Napoli, ha avuto modo di appassionarsi all’arte e di scoprire il talento della produzione scultorea. La svolta importante nel suo percorso si lega all’anno 2000 quando, l’allora vescovo della Diocesi Locri – Gerace, Monsignor Giancarlo Maria Brigantini, gli commissionò la realizzazione di un ostensorio giubilare. “E’ cambiato tutto – dice Misuraca – perché è molto diverso fare l’orafo per gioielli rispetto a quello di fare l’orafo di arte sacra, lì si ingrandisce un po’ tutto. Fu in quella circostanza che iniziai a lavorare diversi materiali per poter realizzare l’ostensorio commissionatomi. Proprio lì capii che volevo e dovevo andare avanti per fare altro”. Le sue opere sono la trasformazione di diversi materiali: gesso, ferro, legno, vetroresina; banchi di prova su cui Francesco riesce a tradurre in atto i propri pensieri e le proprie folgorazioni creative. Francesco non è artista che vive in un mondo parallelo a quello reale, ma ci vive dentro, cercando di lasciare il proprio messaggio su tematiche forti e radicate come quello della mafia. A tal proposito ha realizzato l’opera “Pilastro contro la Mafia”. “L’aspetto che mi affascina maggiormente di questa opera – dichiara Misuraca – non è solo l’aspetto visivo dell’opera in sé, (un uomo che, parzialmente, è visibile all’interno di un pilastro, rievocazione delle modalità di lupara bianca praticate dalla mafia), quanto piuttosto il concetto che sottintende: la Mafia non ti “chiude” solamente ma ti castra”. La sua ultima Personale, tenutasi a Roccella Jonica, aveva come titolo “I colori dell’anima”, una serie di opere in cui la vetroresina si tramuta in qualcosa di “liquido” e riesce a condurre l’osservatore al cuore delle pulsioni umane. Per visionare alcune delle opere di Francesco Misuraca basta digitare WWW.MISURACAFRANCESCO.COM
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